Mar 132018
 

Un poeta del popolo, che lodava le persone comuni in una nazione giovane, gli Stati Uniti d’America, proiettata verso il futuro con grandi speranze. Questo era Walt Whitman (1819-1892), uno dei poeti più popolari e celebrati al mondo.

Per saperne di più sulla sua vita e sull’influenza che le sue parole hanno ancora oggi in tutto il mondo ho intervistato Cynthia Jean Shor, Direttrice Esecutiva della Walt Whitman Birthplace Association.

Può parlarci della storia e della missione della Walt Whitman Birthplace Association?

La nostra sede si trova a South Huntington, a Long Island, nei pressi di New York. E’ stata eretta nel 1810 dal padre di Walt, Walter Whitman Sr.

Walt Whitman è nato nel 1819 ed è rimasto qui fino all’età di 4 anni. In seguito, la casa è stata venduta e la famiglia si è trasferita a Brooklyn, luogo in cui Walt ha dimorato in oltre 20 case diverse durante la sua infanzia.

Nel 1947 un gruppo di professori ed educatori si è riunito per conservare e per acquistare la casa dal proprietario. Tuttavia, qualche tempo dopo essa è stata data allo Stato di New York.

Noi siamo un’organizzazione no-profit che gestisce il sito insieme allo Stato di New York. I nostri compiti comprendono la pianificazione delle attività, delle visite guidate, l’acquisto di libri e proprietà di Walt per le mostre, ecc.

Questa è quindi la nostra storia come associazione, ma la storia del luogo di nascita è la storia di Walt Whitman Senior, che l’ha costruito. La nostra mission è quella di preservarlo e nel portare avanti questa attività siamo finanziati dalla contea di Suffolk, ricevendo al contempo un supporto dallo Stato di New York, che si occupa della manutenzione del sito e paga le bollette.

Ovviamente, la società storica del luogo conserva lettere e artefatti della casa. In effetti, possiedono ancora più cose rispetto a noi perché quando Whitman stava diventando famoso, dopo la sua morte, alla fine del XIX secolo, questo Luogo di nascita era già in mano a proprietari privati. E’ per questo che gli oggetti di Whitman sono andati all’associazione storica locale.

Organizziamo anche delle conferenze. Ai tuoi lettori potrà interessare sapere che l’anno prossimo, per celebrare il duecentesimo compleanno di Walt, ospiteremo una conferenza internazionale di scrittura. Professori, educatori, accademici ed esperti presenteranno dei lavori su 10 argomenti che abbiamo selezionato. Tutte le informazioni a tale proposito sono disponibili sulla nostra pagina Internet.

La casa in cui Walt Whitman è nato (foto di George Mallis)

La casa in cui Walt Whitman è nato (foto di George Mallis)

Sebbene Whitman sia vissuto nel XIX secolo, la sua eredità oggi sembra più forte che mai. Può fornirci alcuni aneddoti sul forte legame tra lui e i suoi lettori?

Abbiamo coniato un soprannome per gli esperti e per i seguaci di Whitman. Li chiamiamo Whitmaniacs, definizione che apprezzano molto. Per esempio, il gruppo Bolton in Inghilterra celebra ogni anno il compleanno di Whitman.

Di recente, abbiamo ricevuto delle telefonate da persone stupende. Una donna ci ha chiamati rivelandoci che conservava la Bibbia di Whitman da cinque generazioni e che sentiva di doverla proteggere e così ci ha fatto questa splendida donazione gratuita.

Un’altra donatrice ci ha contattati – questa è un’altra bellissima storia – dalla California circa 3 anni fa. Diceva di essere in possesso di un libro nel quale Whitman aveva scritto a un amico la seguente dedica: “Grazie per essere stato gentile con mia sorella.” Questa donna californiana ci ha rivelato che il libro apparteneva a sua nonna e che voleva venderlo per circa 10.000 dollari. A quel punto le ho risposto che non acquistiamo libri: invece, incoraggiamo le persone a donarli affinché gli oggetti di Walt possano essere conservati in maniera tale da essere a disposizione di altre persone.

Per un po’ non si fece sentire, per cui pensai che fosse riuscita a vendere il libro. Tuttavia, dopo due anni, mi richiamò perché si era verificato un evento che le aveva fatto cambiare idea.

Forse ricorderete il grande incendio che colpì la California qualche tempo fa, che lei riusciva a vedere dalla finestra di casa sua. Quella vista le fece fare una riflessione sul valore degli oggetti che possedeva. E’ stato allora che ha deciso che il libro fosse tenuto in un posto sicuro e riparato e ce ne ha fatto dono.

Questi sono soltanto due esempi di molte bellissime storie di persone stupende che pensano che il modo migliore di onorare la memoria e gli oggetti di Walt sia quello di mantenerli all’interno di un’organizzazione storica invece di venderli per realizzare un profitto.

Mi arrivano di continuo anche chiamate da persone interessate a sapere se i versi di Walt Whitman siano protetti da copyright perché sarebbe loro desiderio metterli in musica. Ma Foglie d’erba è di pubblico dominio, quindi molti musicisti – compresi grandi artisti come Leonard Bernstein – possono usare liberamente le sue parole nelle loro opere.

Whitman è inoltre spesso citato dalla pubblicità. Per esempio, c’era un famoso spot della Volvo che usava una sua frase.

Come suggerito dalla tua domanda, Whitman sembra essere assolutamente vivo nella cultura di oggi.

La raccolta di poesie Foglie d'erba

La raccolta di poesie Foglie d’erba

Whitman ha scritto un libro dal titolo Democratic Vistas. Qual era la sua idea di democrazia?

Nel corso della sua vita le idee di Walt sul significato della democrazia e su chi dovesse avere il diritto di voto si sono evolute. All’inizio era dell’opinione che a tutti dovesse esser dato il permesso di andare alle urne, ma in seguito ritenne che soltanto nel momento in cui si fosse bene informati si avrebbe avuto quel diritto.

Non dimentichiamoci del contesto in cui viveva. Walt era nato nel 1819 e in quel periodo l’America era una nazione molto giovane – l’indipendenza era stata dichiarata nel 1776.

Nel XIX secolo il paese attraversò una fase molto dura durante la Guerra Civile e questi eventi ebbero sicuramente un’influenza sull’evoluzione delle sue idee relative al vero significato della democrazia.

 

Il grande scrittore statunitense Ralph Waldo Emerson ha definito Whitman il poeta dell’America. Ma è stato molto di più, non è così?

Walt voleva essere e, in effetti, divenne il poeta dell’America, ma la sua poesia abbraccia l’intera razza umana.

Ogni anno come associazione lanciamo un tema per i nostri programmi e quello dell’anno scorso è stato Salut le Monde, una poesia in cui celebra tutto il mondo citandone paesi e popoli.

 

Che cosa ci può dire del carattere di Whitman?

Walt era certamente un uomo molto carismatico. Era anche molto spirituale e trascendentale, a suo modo. Era dell’idea che siamo tutti uniti nel presente e che il presente sia eterno.

E le persone che vengono qui sviluppano un lato spirituale a loro volta. E’ un posto molto tranquillo, diversamente dai musei d’arte moderna, che sono sempre affollati. Abbiamo 1,5 acri di terra e un prato sul quale le persone possono sedersi a contemplare e a pensare.

I visitatori che arrivano sono colpiti dall’aura e dall’atmosfera che si creano. Quindi penso che avesse ragione e che forse sia ancora qui e noi lo percepiamo. Penso che sia un’altra buona ragione per venirci a visitare.

 

Ci parli del tipo di formazione che Walt ebbe da bambino e da giovane.

Andò a scuola a Brooklyn fino all’età di 11 anni, il che era molto comune in quanto in quel periodo la frequenza scolastica era obbligatoria proprio fino agli 11 anni. Dopo aver terminato la scuola, contribuì con il suo lavoro al mantenimento della famiglia. Essendo uno dei figli più grandi, si dimostrò sempre molto responsabile e affettuoso verso la sua famiglia.

In seguito, lavorò in uno studio legale come apprendista e come scrivano iniziando a scrivere per un giornale locale, il Brooklyn Eagle. Tuttavia, ritengo che fosse stato lo studio legale a comprargli la tessera per la biblioteca dato che all’epoca il sistema bibliotecario pubblico non era ancora stato introdotto negli Stati Uniti.

Quindi era autodidatta come il Presidente Lincoln ed era un avido lettore che leggeva i classici e la Bibbia – le sue poesie riprendevano i lunghi versi della Bibbia, non in rima ma poetici – e conosceva molto bene la storia del mondo.

Walt era inoltre dotato di un’ottima conoscenza meccanica e pratica. Per esempio, conosceva bene l’edilizia grazie a suo padre, mentre con sua madre, che sapeva leggere e scrivere, poteva avere delle discussioni intellettuali stimolanti.

Walt amava l’opera e probabilmente imparò molte cose proprio grazie all’opera francese e italiana del tempo. Quindi, pur provenendo da un ambiente rurale, era istruito.

 

La mia passione per Whitman è iniziata da bambino guardando L’attimo fuggente. In quel film, il protagonista, il Professor Keating, interpretato  da Robin Williams, cita spesso le poesie di Whitman per ispirare i suoi giovani studenti. La scena finale, con gli studenti che salutano per l’ultima volta il loro amato insegnante usando il verso di Walt “Capitano, mio capitano”, rimane una delle più belle ed emozionanti della storia del cinema.

Parlando di lei, vuole raccontarci come si è appassionata alla poesia di Walt Whitman? Può inoltre riassumere gli eventi che l’hanno portata a occupare la sua attuale posizione all’interno dell’associazione?

Mi sono laureata in Letteratura inglese e ho conseguito un Master in Letteratura. Poi ho iniziato a scrivere poesie che mi sono state pubblicate. Successivamente, sono venuta a sapere che la Walt Whitman Birthplace Association era alla ricerca di poeti con delle pubblicazioni per insegnare ai bambini, cosa che ho fatto per 10 anni. In seguito, ho deciso di insegnare a livello universitario.

Nel 1990, sono tornata all’università per incominciare un Dottorato in English Education. Dopo soltanto un semestre, un docente di poesia dovette assentarsi per un periodo e così mi venne chiesto di insegnare poesia mentre stavo completando la mia tesi di Dottorato.

Nel frattempo, la direttrice della Walt Whitman Birthplace Association dovette andarsene all’improvviso e ricevetti una telefonata in cui mi veniva chiesto se avessi voluto fare domanda per quel lavoro. Così ho fatto e adesso sono qui da 10 anni!

E all’inizio, da giovane, non mi ero subito appassionata alla poesia di Walt. Certamente, però, ascoltare le sue parole in musica, recitazioni e opere mi ha davvero aperto gli occhi rispetto al potere e alla profondità della sua poesia. Quindi sono contenta di sapere che le persone riescano a percepirla anche senza aver fatto questo lavoro per 10 anni.

 

Quale importanza ha il luogo di nascita di Walt Whitman?

E’ una domanda che pongono in molti. Perché il suo luogo di nascita è così importante, considerando che ha passato soltanto 4 anni della sua vita qui?… Ed erano peraltro gli anni dell’infanzia, nemmeno gli anni in cui ha iniziato a produrre le sue poesie!

Beh, siamo tutti consapevoli grazie alla psicologia dell’importanza dell’imprinting e di come i primi anni possano influenzare l’intero corso delle nostre vite.

Non è un caso che, di tutte le lingue del mondo, impariamo a parlare quella che è parlata a casa, nel luogo in cui cresciamo. Quindi penso che questo luogo abbia avuto un’influenza considerevole su Walt. Pensate a una delle sue poesie più famose: “C’era un bambino che usciva ogni giorno,. E il primo oggetto che osservava, in quello si trasfondeva.” (“There was a child went forth and the first thing he saw he became.” )

E’ molto importante conservare e avere a cuore il suo luogo di nascita e, per questo motivo, stiamo preparando la domanda per avere lo status di luogo storico, che non viene più assegnato in automatico ai luoghi di nascita negli Stati Uniti.

 

Sebbene Walt Whitman fosse cresciuto in campagna, era affascinato dal caos di Manhattan, la grande città che stava diventando la metropoli del XIX e XX secolo, il luogo in cui milioni di immigrati arrivavano – disperati e pieni di speranza allo stesso tempo – da tutto il mondo. Walt Whitman riuscì a celebrare in modo armonioso entrambi questi contesti apparentemente contrastanti.

Penso che tu abbia davvero colto un punto interessante su una possibile intersezione in Whitman tra il mondo e il bambino.

Si sentiva vicino alla natura, ma allo stesso tempo quando andava nel caos cittadino si trovava a proprio agio anche in esso ed era stupefatto dal grande mondo ed è per questo che gli rendeva omaggio.

 

In One’s-Self I Sing (“L’individuo io canto”) Walt scrive: “La Femmina canto parimenti che il Maschio.”

Walt celebrava uomini e donne. Aveva una relazione affettuosa con sua madre e amava sia uomini che donne. Una donna venne qui dall’Inghilterra per sposarlo e un’altra negli Stati Uniti gli dedicò la sua vita. E quando durante la Guerra Civile andò in cerca di suo fratello George che era ferito ci furono gruppi di donne che raccolsero soldi per inviargli carta, penne, medicine e contanti affinché potesse comprare cose utili per i soldati durante la guerra.

 

Un’ultima domanda. Ha detto che Whitman conosceva molto bene la storia a livello mondiale. Che cosa sapeva dell’Italia?

Sebbene non avesse mai visitato l’Italia, rifletteva spesso sul vostro paese. Sono sicura che era ben informato sull’opera, della quale, come dicevo, era particolarmente appassionato. Leggeva anche Shakespeare e le opere di Shakespeare sono piene di personaggi e storie italiani. Suggerisco ai tuoi lettori di leggere ciò che scrive dell’Italia in Salut au Monde. Sono certa che lo apprezzeranno.

 

Di seguito la versione originale dell’intervista in lingua inglese.

 

A poet of the people, who praised freedom and the common people in a young country, the United States of America, was looking to the future with great hope. This was Walt Whitman (1819-1892), one of the world’s most popular and celebrated poets.

To know more about his life and the influence that his words still have today all over the world I have interviewed Cynthia Jean Shor, Executive Director of the Walt Whitman Birthplace Association.

 

Can you tell us about the history and mission of the Walt Whitman Birthplace Association?

The house where we are is located in South Huntington, Long Island, New York. It was built in 1810 by Walt’s father, Walter Whitman Sr.

Walt Whitman was born in 1819 and lived here until the age of 4. Then the house was sold and the family moved to Brooklyn, where he lived in over 20 different homes during his childhood.

In 1947 a group of professors and educators gathered together to preserve and buy the house from the owner. However, later on it was given to New York State.

We’re a non-profit association and operate the site in partnership with New York State. Among our tasks are the planning of activities, giving tours, acquiring books and properties for exhibits, etc.

So that’s our history as an association, but the history of the birthplace is the history of Walt Whitman Sr. building it. Our mission is to preserve it and in doing so we’re funded by Suffolk county and of course we receive support from New York State which maintains the site and pays the utility bills.

Obviously, the local historic society has letters and artifacts of the house. They have more than we do because when Whitman was becoming famous after his death this Birthplace was in private hands at the end of the 19th century. So Whitman items ended up with the historic society.

We also organise conferences. Your readers might be interested to know that next year, to mark Walt’s 200th birthday, we’re going to host an international writing conference in August. Professors, educators, academics and scholars will be presenting papers on 10 topics we’ve selected. All the relevant information is available on our website.

 

Although Whitman lived in the 19th century, his legacy today seems stronger than ever. Can you give us some anecdotes about the strong bond between him and his readers?

We have a nickname for Whitman scholars and followers. It is Whitmaniacs and they love that name. For instance, in England the Bolton group celebrates Walt’s birthday every year.

Recently, we’ve received calls by some wonderful people. A woman called and said she had had his Bible for 5 generations and felt it needed to be preserved so she made this amazing free donation.

Another donor called up – this is another great story – from California around 3 years ago. She said she had a book that Whitman had inscribed to a friend. “Thanks for being kind to my sister,” it read. And this Californian woman said it was her grandmother’s book and she was looking to sell it for about $ 10,000. I replied that we don’t purchase books, while we encourage people to donate so that we can preserve Walt’s objects in a way that they can be enjoyed by other people.

For a while I didn’t hear back, so I thought she had managed to sell that book, but after 2 years she called me back because there had been an event that had made her change her mind.

You may remember that big fires hit California some time ago, which she could see from her window. That sight made her reflect on what possessions she really treasured. It was then that she decided that she wanted this book to be kept in a safe place and preserved, so she donated it to us.

These are only two examples of a lot of beautiful stories about wonderful people who think that the best way to honor Walt’s memory and possessions is to preserve them in a historic organization rather than selling them for profit.

I do get calls all the time from people who would like to know if there’s any copyright to Walt Whitman’s words because they want to put them to music. But Leaves of Grass is in the public domain so many musicians – including great artists such as Leonard Bernstein – can freely use his words in their work.

Whitman is also often quoted in advertising. For example, there was a famous Volvo commercial where they used one of his quotes.

As your question suggested, he seems to be alive and well in the culture of today.

 

Whitman wrote a book called Democratic Vistas. What was his idea of democracy?

In the course of his life Walt’s ideas about the meaning of democracy and who should be allowed to vote evolved. In the beginning he thought that everyone should be allowed to go to the polls, but then he thought that only if you were well informed you could be given that right.

Let’s not forget about the context in which he lived. Walt was born in 1819 and at that time America was very young as a nation – independence had only been declared in 1776.

In the XIX century the young country went through a very hard time  when it struggled during the Civil War so all these events certainly had an influence on the evolution of his ideas about the real meaning of democracy.

 

The great American writer Ralph Waldo Emerson defined Whitman the poet of America. But he was much more than that, wasn’t he?

Walt wanted to be and, in fact, became America’s poet, but his poetry embraces the whole human race.

Every year as an association we have a theme for our programmes and last year’s was Salut le Monde, a poem where he celebrates the world and mentions all its countries and peoples.

 

What can you tell us about Whitman’s personality?

Walt was certainly a very charismatic man. He was also very spiritual and trascendental in his way. He believed that we’re all united in the present and the present is forever.

And the people who come here tend to become spiritual, too. It’s a very quiet place, unlike modernart museums, which are always busy. We have 1.5 acres of land and a lawn where people can sit down contemplate and think.

Visitor after visitor, they comment about the aura and atmosphere that you can experience here. So I think he was right, maybe he’s still here and we’re feeling that. So that’s another very good reason to come and visit.

 

What was Walt’s educational background?

He was schooled in Brooklyn and went to school until 11, which was very common because at that time it was compulsory to attend school until 11 years of age.

After he finished school, he helped to provide for the family. As one of the older siblings he was always very responsible and loving to his family.

He started working in a law firm as an apprentice and as a scribe and he also started working for the Brooklyn Eagle, a local newspaper. However, I believe it was the law firm who bought him a card for the library, because in those days the public library system hadn’t yet been introduced in the USA.

So he was self-taught like President Lincoln and an avid reader who read the classics and the Bible – his poetry picked up the rhythms of the Bible, the long lines, unrhymed but poetic – and was also very learned in world history.

Walt had also a very good mechanical and practical knowledge. For example, he knew about the building trade thanks to his father, while with his mother, who could read and write, he could have inspiring intellectual discussions.

Walt was an opera aficionado and probably learned through the French and Italian opera from that time. So even though he came from a rural environment, he was educated.

 

My passion for Whitman started when as a child I watched Dead Poets Society. In that film, the main character, Prof. Keating (played by Robin Williams) often quotes Walt Whitman’s poems to inspire the young men in his class. The final scene, with the students using Walt’s lines “Captain, My Captain” to salute their beloved teacher still stands out as one of the most beautiful scenes in cinema history.

How did you become interested and passionate about Walt Whitmans’s poetry? Can you also summarise the events that led you to your current position with the association?

I majored in English Literature and received a Master’s in Literature. Then I started writing poetry and had it published. And then I heard that the Walt Whitman Birthplace Association was looking for published poets to teach to school children which I did for 10 years. Later on, I decided that I’d like to teach at college level.

In 1990, I went back to New York University to start a PhD program in English Education. After only one semester, a poetry professor had to take a leave of absence so they asked me if I’d like to teach poetry while I was finishing my PhD work.

In the meantime, the director of the Walt Whitman Birthplace Association had to leave abruptly and I received a call asking if I wanted to apply for the job. I did it and I’ve been here for 10 years now!

And I didn’t necessarily love Walt’s poetry when I was younger, but certainly to hear his words in different music, recitations, operas really has opened my eyes to the power and the depth of his poetry. So I’m happy people can perceive that even without being in this job for 10 years.

 

What is the importance of Walt Whitman’s birthplace?

Some people ask this question. Why is his birthplace so important considering that he only spent 4 years of his life there?… And they were his early childhood years, not even the years when he started producing poetry!

Well, we are all aware through psychology about the importance of imprinting and how the first years can influence the entire course of our lives.

It is no coincidence that of all the languages in the world, we learn to speak the language that is spoken in the house where we grow up. So I think this place did have an influence on Walt. Think about one of his most popular poems: “There was a child went forth and the first thing he saw he became.”

It is very important to preserve and treasure his birthplace and, for this reason, we’re applying for national historic landmark status, which is not given automatically anymore to places of birth in America.

 

Although Walt Whitman grew up in a rural area, he was deeply fascinated by the hustle and bustle of Manhattan, the great city that was becoming the metropolis of the XIX and XX century, the place where millions of immigrants arrived – desperate and full of hope at the same time – from all over the world. Walt Whitman was able to celebrate harmoniously both of these two apparently contrasting contexts.

I think you’re really on to something about him being an intersection between the world and a child.

He felt akin to nature, but at the same time when he went out in the hustle bustle he thrived in it and was amazed by the big world and that’s why he saluted it.

 

In One’s-Self I Sing Walt writes: “The Female equally with the Male I sing.”

Walt celebrated men and women. He had a loving relationship with his mother and loved men and women. There was a woman who came here from England to marry him and another woman in America dedicated her life to him. And in the Civil War he went out to look for his brother George who was injured and there were groups of women who were collecting money to send him paper, pens, medical supplies and cash so he could buy things for the soldiers during the Civil War.

 

One last question. You have said that Whitman knew a lot about world history. What did he know about Italy?

Even though he never visited Italy, he was very reflective about it. I’m sure he was very informed on Italian opera, which, as I mentioned before, he was particularly fond of. He also read Shakespeare and Shakespeare’s works are full of Italian characters and stories. I suggest your readers should have a look at what he says about Italy in Salut au Monde. I’m sure they will love it.

 

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