Virtual Assistant: Neologismi Inglesi e Lavoro con il Web

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Il nostro percorso all’interno dei neologismi inglesi in campo informatico si arricchisce oggi di una nuova espressione e professione: il Virtual Assistant. Di che tipo di lavoro si tratta? Come Imparare l’Inglese ha intervistato Roberta Longoni (in basso nella foto), residente a Milano, laureata in Lingue e madre di due figli, la quale da circa due anni a questa parte ha deciso di dare un corso nuovo alla propria carriera.

Neologismi Inglesi. Virtual Assistant

Neologismi Inglesi. Virtual Assistant

Virtual Assistant è uno tra i neologismi inglesi più recenti e meno noti. Puoi darcene una definizione?

 Si tratta di una professione che specialmente nei paesi anglosassoni viene ormai svolta da anni, mentre in Italia il concetto è ancora piuttosto nuovo. Nonostante la maggior parte dei Virtual Assistant nel nostro paese si occupino di servizi di segreteria a prezzi stracciati, io sto cercando di condurre questa professione nello stesso modo in cui viene svolta all’estero: mi occupo a distanza di questioni di carattere amministrativo oppure di preparare delle presentazioni in PowerPoint o anche di traduzioni… Insomma, cerco di diversificare le attività per riuscire ad avere un carico di lavoro di una certa costanza.

 

Quali tipi di esperienze professionali avevi maturato in precedenza?

 Ho una certa confidenza con le attività che ho appena descritto, in quanto per diversi anni ho lavorato come assistente di direzione. Inizialmente ero impiegata presso una multinazionale giapponese, per la quale lavoravo full time facendo spesso anche diverse ore di straordinario. Dopo la nascita dei miei figli lavorai per qualche anno part time e una volta che i ragazzi erano diventati abbastanza grandi e avevano sviluppato un certo grado di indipendenza tornai a lavorare full time per una start up nel campo dei gioielli. Era un’occupazione che avevo iniziato con grande entusiasmo, ma presto il livello di stress divenne insopportabile.

 

È stato allora che hai deciso di dedicarti a questa nuova carriera?

In realtà il cambiamento è stato in parte determinato da una coincidenza fortuita. Nell’estate del 2012, mentre mi trovavo in vacanza, una mia ex datrice di lavoro era in difficoltà con dell’arretrato in ufficio e mi contattò per chiedermi una mano. Io le dissi che l’avrei aiutata volentieri, ma che non mi trovavo a Milano e che l’unica soluzione sarebbe stata quella di collaborare a distanza. Le cose andarono bene e da lì lasciai l’impiego che avevo per lanciarmi in questa nuova avventura: ci volle una discreta dose di coraggio, ma posso affermare che da quel momento non sono rimasta un solo giorno senza lavorare.

 

In quale modo ti promuovi ai possibili committenti?

I clienti mi possono trovare tramite il mio sito: oppure sulla pagina di MACSE,  un network di cui faccio parte che raggruppa persone che operano nel mio ambito. Ho anche una pagina su Facebook e sto cercando di promuovermi attraverso i social network, ma, in tutta sincerità, la maggior parte delle committenze per ora sono arrivate e arrivano grazie al passaparola. Anche se il concetto di Virtual Assistant risulta ancora ostico da digerire in Italia, ci sono sempre più aziende – specialmente quelle piccole – e liberi professionisti che colgono il vantaggio di questo tipo di collaborazione: per esempio, per un’azienda non rappresento un costo fisso e sono pagata solo per l’attività che svolgo in un determinato periodo di tempo.

 

Qual è il segreto per avere successo nella tua professione?

 Bisogna aggiornarsi costantemente. Da subito ho deciso di dedicare uno o due sabati al mese alla formazione; leggo anche molto su Internet, in particolare gli articoli che riguardano il mio lavoro. Peraltro, è necessario conoscere molto bene l’inglese perché la maggior parte delle pubblicazioni che si trovano provengono dai paesi anglosassoni.

 

Potresti riassumere quali sono i pro e i contro della tua nuova attività rispetto alle professioni che avevi svolto prima?

 La comodità del mio lavoro è che posso lavorare quando voglio e sono libera di gestire il mio tempo. Sono sempre stata molto mattiniera e il fatto di non dover aspettare fino alle 8 o alle 9 per iniziare a lavorare mi permette di aver finito nel primo pomeriggio e di potermi dedicare ai figli, alle faccende della casa o, come dicevo prima, allo studio. Il contro è che ovviamente non si hanno un posto fisso e un’entrata regolare alla fine del mese, ma, come già accennavo, se ci si aggiorna e se si lavora con professionalità le cose da fare non mancano.

Alcune mie ex-colleghe sarebbero nel panico più totale all’idea di prendere la decisione che ho preso io: d’altra parte, però, se non ci si sforza sempre di imparare e di migliorare si rischia di essere totalmente in balia degli eventi e delle eventuali crisi di un’azienda e dell’economia e a quel punto sì che si rischia di rimanere senza nessuna prospettiva… Chi si impegna e osa, invece, ottiene dei risultati o perlomeno questa è la mia esperienza personale.

Per altri neologismi inglesi legati al mondo del web e alle nuove professioni online cliccate qui. Stay tuned!

 

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