Storia dell’Inglese.Il Francese nell’Inglese: il Middle English

 In Imparare l'Inglese Magazine, Lingua e cultura

Chi si sforza di imparare l’inglese e in particolare i termini dell’ambito culinario si sarà forse posto questa domanda: perché alcuni animali hanno un nome da vivi (per esempio cow, “mucca”) e ne hanno un altro una volta che sono diventati carne per la cucina (beef,” carne di mucca”)?

Inglese e Altre Lingue

Storia dell’Inglese – Inglese e Altre Lingue

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo illustrare una parte molto significativa della storia dell’inglese, il Middle English.

Il periodo chiamato Middle English inizia nel 1066. In quell’anno a Hastings, località nel sud dell’Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore sconfisse l’esercito inglese guidato da Harold II, ultimo re anglosassone. Guglielmo, in inglese William, era Duca di Normandia, territorio situato nel nord della Francia: una nuova ruling class, “classe dominante”, normanna andò a sostituire l’aristocrazia anglosassone.

Dal punto di vista sociale, non si trattò di una semplice sostituzione di uomini al potere, ma di un cambiamento molto più significativo, che segnò il passaggio da una società tribale a una feudale basata sulla proprietà della terra.

Alla fine dell’undicesimo secolo, la società inglese era divisa in tre blocchi, che, utilizzando delle parole latine, possiamo definire così: bellatores (“chi va in guerra”, quindi l’aristocrazia), oratores (“chi prega”, ovvero il clero), laboratores (“chi lavora la terra”). Ciascuna di queste classi parlava una lingua diversa, generando una situazione definita sia in italiano sia in inglese con il nome di triglossia, ovvero la compresenza di tre varietà linguistiche di diverso prestigio sociale all’interno di uno stesso territorio. I nobili usavano il francese, i monaci scrivevano in latino, lingua della cultura, mentre tra i contadini sopravvisse l’anima germanica dell’inglese, fatta di un “core English”, un vocabolario essenziale di circa mille parole per esprimere azioni e oggetti della vita quotidiana: sun (“sole”), moon (“luna”), field (“campo”), sneeze (“starnuto”), ecc. Per i più poveri e meno colti fu, come sempre, un periodo buio: la giustizia veniva amministrata in francese e chi non lo conosceva non riusciva a difendersi nei tribunali.

La situazione, però, cambiò a causa di diversi fattori. A causa delle sempre maggiori tensioni tra Inghilterra e Francia, i due paesi iniziarono un lunghissimo conflitto chiamato Hundred Years’ War, o Guerra dei Cent’Anni (1337-1453). Una lingua è un fortissimo elemento identitario per compattare un popolo verso un obiettivo comune; adesso che i francesi erano diventati il nemico da combattere l’inglese recuperò gradualmente il prestigio perduto. A questo evento bellico se ne associò uno altrettanto tragico: a partire dal 1348, la peste (Black Death), portata in Europa da alcune navi genovesi piene di topi, si diffuse in tutto il continente e in seguito raggiunse l’Inghilterra. Furono i contadini nelle campagne a morire come mosche e diversi di loro cercarono rifugio nelle città, andando così a costituire una nuova classe sociale borghese, che parlava inglese e non francese, di piccoli artigiani. Nel 1362 il discorso di apertura del Parlamento fu pronunciato in inglese per la prima volta. Ormai, tuttavia, l’inglese aveva acquisito un’anima francese.

Ma in quale misura ha influito il contatto con il francese sul Modern English che viene parlato nel nostro secolo? Molto. Si stima che circa 10.000 vocaboli siano entrati a far parte del vocabolario che usiamo oggi.

In ambito legale, politico, artistico abbiamo esempi quali: court (“tribunale”), bailiff (“ufficiale giudiziario”), defendant (“imputato”), judge (“giudice”), parliament (“parlamento”), beauty (“bellezza”), architecture (“architettura”), aisle (“navata”, parola dalla pronuncia particolare /aɪl/, senza la ‘s’).

Tornando poi all’esempio con cui abbiamo aperto l’articolo, oltre a cow/beef troviamo pig / pork (“maiale”/ “carne di maiale”), o calf/veal (“vitello”/”carne di vitello”). In altre parole, l’animale ancora in vita ha un nome anglosassone – gli allevatori parlavano inglese – mentre il termine culinario ha origine nel language of power dell’aristocrazia normanna, cioè il francese. In altri termini ancora, i farmers sudavano e sgobbavano per allevare gli animali, mentre i proprietari terrieri erano quelli che poi si mangiavano i frutti di tante fatiche… Dinamiche – e ingiustizie – sociali si riflettono nell’uso della lingua: non è stato questo il primo caso e non sarà ahimé nemmeno l’ultimo.

L’influenza del francese, tuttavia, non è solo legata al lessico. In generale, i livelli di analisi di una lingua riguardano anche la fonologia, ovvero lo studio dei suoni, e la sintassi, che studia come le parole si combinano per costruire le frasi e a loro volta diverse frasi creano un periodo (l’insieme di parole comprese tra due punti fermi).

Dal punto di vista fonologico, il francese contribuì ad alcuni cambiamenti nei suoni vocalici. Per quanto riguarda la sintassi, l’inglese era caratterizzato dalla presenza di frasi coordinate, collegate da congiunzioni come and (“e”), but (“ma”), so (“così”). Nonostante l’inglese moderno presenti ancora tendenzialmente dei periodi semplici, il francese, lingua romanza, ha aumentato il livello di subordinazione tra le frasi in un periodo.

Nel XVI secolo, in cui si fa convenzionalmente finire il periodo del Middle English, convivevano ormai nella lingua inglese tre “anime”: germanica, franco-normanna e greco-latina. L’inglese era pronto per partire alla conquista del mondo… Bye bye!

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