Giu 152017
 

Spagnolo o cinese? O tedesco? O…? Quali altre lingue imparare oltre all’inglese? Il discorso non può essere liquidato in breve. Prendiamoci un poco di tempo e facciamo una piccola escursione al di fuori del nostro amato English.

La politica linguistica dell’UE

Partiamo da quanto auspicato dall’Unione Europea in materia di politiche linguistiche. Riportiamo qui le testuali parole che potete leggere sul sito del Parlamento Europeo:

“Nell’ambito dei suoi sforzi volti a promuovere la mobilità e la comprensione interculturale, l’UE ha inserito l’apprendimento delle lingue tra le sue priorità più urgenti erogando finanziamenti per numerosi programmi e progetti in materia. L’UE considera il multilinguismo un elemento importante della competitività europea. Uno degli obiettivi della politica linguistica dell’UE è pertanto che ogni cittadino europeo abbia la padronanza di altre due lingue oltre alla propria lingua madre.”

Si parla quindi di due lingue oltre a quella che è stata appresa nella culla, ma non si specifica né si danno preferenze o indicazioni su quali esattamente debbano essere queste lingue. Questo è peraltro coerente con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, la quale proibisce che qualsiasi varietà linguistica venga discriminata o favorita a danno di altre in alcun modo.

Spagnolo o cinese? … O hindustani? Quanti madrelingua?

Se la scelta dovesse ricadere sulla lingua che conta il maggior numero di parlanti nativi, anche lo stesso inglese sarebbe surclassato dal cinese standard, che conta circa 900 milioni di native speaker.

Subito dietro si collocano, appunto, l’inglese e lo spagnolo con circa mezzo miliardo di madrelingua.

Più in là segue l’hindi/urdu – la prima è la varietà parlata in India, la seconda quella parlata in Pakistan, ma si tratta di due varietà linguistiche dell’hindustani – prima lingua di oltre trecento milioni di persone. A qualche decina di milioni di distanza seguono il russo e l’arabo (250 milioni).

Si tratta ovviamente di cifre approssimate, ma sufficienti ad avere un quadro complessivo interessante.

Spagnolo o Cinese oltre all'Inglese?

Spagnolo o Cinese oltre all’Inglese?

Cinese! Forse sì, forse no…

Tornando alla domanda iniziale: spagnolo o cinese? Visti i numeri, si può pensare che sia opportuno di doversi gettare a pesce sul cinese… O forse no. Guardando quanto accade all’interno della stessa Cina, ci rendiamo infatti conto che il grande paese è in realtà attraversato da un’ondata di entusiasmo/ossessione nei confronti dell’inglese.

La conseguenza è che si stima nell’ordine delle oltre centomila il numero di cattedre di docenti di lingua inglese necessarie a coprire la domanda di English language teaching, la quale è in crescita costante e si sta estendendo alle fasce più giovani della popolazione.

“Qual è la differenza tra Bill Gates e me? Io parlo cinese e anche inglese.” Parola di Jack Ma, il magnate cinese fondatore del colosso online Alibaba.

Anche Robin Li, cofondatore di Baidu – il motore di ricerca più popolare in Cina – è in grado di esprimersi in modo brillante in inglese.

Due esempi sono significativi della lungimiranza di questi imprenditori rispetto a quelli occidentali, ancorati a una visione occidental-centrica, se così si può dire, del mondo. Il manager di oggi deve essere invece in grado di conoscere e saper coniugare i “due mondi” occidentale e orientale.

Quale modo migliore, dunque, di accedere a una cultura se non tramite lo studio della lingua che la veicola? Ricordate sempre il nostro motto! “Studiare una lingua vuol dire studiarne una cultura.”

Perciò, nonostante i cinesi si stiano affrettando a imparare l’inglese – o meglio, proprio perché i cinesi si stanno affrettando a farlo – è opportuno sforzarsi nella direzione opposta. La cosa, tuttavia, secondo l’esperienza di chi ha tentato, richiede tempo e sforzi (anche economici). Se non si hanno a disposizione tali risorse, un buon primo passo è iniziare a informarsi sulla storia e sulla cultura del “Grande regno di mezzo”.

Spagnolo! Forse sì, forse no…

Per uno studente italiano, il vantaggio dello spagnolo rispetto al cinese è dato dall’accessibilità e dall’evidente somiglianza con la nostra lingua.

Riuscire a comunicare, per quanto superficialmente, con un madrelingua spagnolo anche senza conoscere una sola parola di spagnolo è un’esperienza che in molti avranno fatto. Si tratta, però, di una comunicazione superficiale e per essere in grado di comprendere ed esprimersi in modo più approfondito e dettagliato sono necessari notevole impegno e pazienza… Come sempre, quando si studia una lingua straniera.

Se dal punto di vista economico e geopolitico l’importanza crescente della Cina e del cinese è sotto gli occhi di tutti, quella dello spagnolo può a prima vista apparire meno evidente. La Spagna è stata un’autentica potenza all’alba dell’era moderna, ma ora ha un ruolo non più di primo piano a livello internazionale. I paesi dell’America Latina sono dotate di enormi potenzialità ma stentano a esprimerle.

Attenzione, però. Già nel presente, lo spagnolo non è soltanto la lingua della penisola iberica o dell’America centrale e meridionale. Negli Stati Uniti la percentuale di madrelingua spagnoli è in continua crescita. Non a caso, già l’ex presidente George W. Bush si cimentava occasionalmente in uno spagnolo molto raffazzonato durante alcuni discorsi elettorali, consapevole della presenza di un notevole bacino di elettori ispano-americani.

Meglio virare su sentieri meno battuti?

Per chi vuole approfondire lo studio di un’altra lingua straniera oltre all’inglese potrebbe aprirsi una terza via, quella del sentiero meno battute di lingue meno diffuse… E qui arriviamo alla conclusione.

Non ci sentiamo di consigliare lo studio di una lingua o di un’altra. L’Unione Europea favorisce la parità tra le varietà linguistiche e il nostro blog auspica da parte di chi ci legge un interesse nei confronti di quante più lingue possibili. Ogni lingua esistente è un tesoro culturale da preservare a ogni costo. Se volete studiare nuove lingue straniere, appassionatevi della cultura di un popolo prima e studiatene la lingua poi. Non pensate esclusivamente in termini utilitaristici. Nel caso di chi vi scrive, lo studio dell’inglese è nato da una passione autentica per l’Inghilterra e per la sua storia, peraltro riflessa nelle tante peculiarità di questa lingua. Se così non fosse stato, lo studio dell’inglese sarebbe diventato arido e alla lunga le motivazioni sarebbero venute meno.

Spagnolo o cinese, inglese o russo, arabo o hindustani, gallese o irlandese: ciò che importa, come sempre, è seguire le proprie passioni e avere fiducia in esse e nelle potenzialità della vita.

 

 

Image by By Drawn by User:SKopp, redrawn by User:Denelson83 and User:Zscout370 Recode by cs:User:-xfi- (code), User:Shizhao (colors) [Public domain], via Wikimedia Commons

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