Mag 222017
 

Fino a qualche tempo fa la tendenza generale era quella di scrivere sul proprio CV: “Livello di inglese: buono / ottimo”, ecc. Tuttavia, si è ormai fatta strada – giustamente – l’idea che essere in possesso di una certificazione di inglese può rappresentare un punto di forza e un valore aggiunto. Vero, verissimo. Ma, chiederete adesso, allora

Quale certificazione di inglese scegliere

Quale certificazione di inglese scegliere

Come prima cosa, cerchiamo di capire perché è importante certificarsi.

Quale certificazione di inglese scegliere per la carriera professionale

Questa è una domanda comune sia per chi è alla ricerca di un impiego sia per un potenziale datore di lavoro. Infatti, spesso chi si occupa di risorse umane non ha le competenze per decidere se il livello di inglese di un candidato a un impiego sia sufficiente a soddisfare le necessità dell’azienda per la quale lavora.

Per questo motivo, una certificazione di lingua inglese valida e riconosciuta a livello nazionale e internazionale ha un valore prezioso, in quanto misura in modo chiaro le competenze linguistiche di una persona in un determinato momento.

Dal punto di vista di un candidato a un potenziale impiego, inserire una certificazione di lingua inglese all’interno del proprio curriculum permette di portare un valore aggiunto. Essendomi occupato in passato di selezione del personale per un’azienda, posso confermare che leggere su un curriculum auto-valutazioni del tipo “ottimo inglese” oppure “inglese scolastico” non ha un aspetto molto professionale. Trovare invece: “Certificazione di inglese di livello X conseguita presso l’ente certificatore Y” ha una rilevanza assolutamente maggiore.


E qui, parlando di enti certificatori, arriviamo al nocciolo della questione. Non esiste un unico ente per la lingua inglese, ma diversi, ciascuno dei quali presenta caratteristiche peculiari che lo distinguono dagli altri. Per fare un esempio forse più vicino al lettore, immaginate di dover comprare una nuova automobile. Toyota, BMW, Fiat, Mercedes, ecc. presentano modelli che si differenziano per le dimensioni, il costo, i comfort e molti altri aspetti. Di conseguenza, farete le vostre valutazioni e opterete per la scelta più consona alle vostre esigenze.

La lista degli enti certificatori sul sito del MIUR

Le caratteristiche che differenziano gli enti certificatori di inglese sono per esempio il numero di livelli nei quali sono disponibili gli esami, se l’esame di certificazione è soltanto orale o scritto e orale, se si punta più a favorire l’aspetto comunicativo o invece si preferisce verificare la mera conoscenza grammaticale. Importante, ovviamente, è anche valutare il riconoscimento del quale i vari enti godono a livello nazionale e internazionale.

In Italia, il Ministero Italiano della Pubblica Istruzione ha pubblicato una lista degli enti che soddisfano i requisiti per il riconoscimento della validità delle certificazioni delle competenze linguistico comunicative in lingua straniera del personale scolastico. Il consiglio, per chi deve valutare un curriculum o per chi sta scrivendo il proprio, è quello di optare per uno degli esami presenti in tale lista.

Quale certificazione scegliere per la carriera universitaria

Il consiglio, in questo caso, è quello di prendere contatto con il dipartimento o l’ateneo presso il quale vi volete iscrivere. Se siete già in possesso di una certificazione, il consiglio è quello di specificarlo e specificare ovviamente il livello conseguito.

Ogni ateneo (e spesso i singoli dipartimenti all’interno dello stesso ateneo) si comporta in modo diverso relativamente al riconoscimento delle certificazioni, quindi è pressoché impossibile avere l’assoluta certezza di avere una certificazione riconosciuta in tutti gli atenei del globo! Nel caso trovaste che l’ateneo presso il quale volete iscrivervi richiede una certificazione in particolare, provate comunque a scrivere indicando la certificazione della quale siete invece in possesso voi e molto spesso vedrete che verrà accettata comunque.

Spesso, infatti, chi redige il regolamento indicando le certificazioni richieste semplicemente può non essere a conoscenza dell’esistenza di tanti diversi enti certificatori e per questo ne ha indicato solo uno o due.

Perché le università richiedono il possesso di una certificazione di lingua inglese

Normalmente, le certificazioni possono essere richieste per due motivi:

1) Per conseguire l’idoneità di lingua inglese senza bisogno di sostenere l’esame universitario.

2) Forse quello più importante, per avere accesso a un corso universitario tenuto in lingua inglese in Italia o all’estero.

E’ bene chiarire un punto su una questione di termini. “Le parole sono importanti,” diceva Nanni Moretti in un suo film. Quindi, attenzione a quelle scuole di lingue che, interessate a quanto avete nelle vostre tasche e meno interessate al vostro futuro, scambia il termine “attestato” con quello “certificazione”.

La seconda, come abbiamo capito, è un documento ufficiale e legale che certifica che il signor Pinco Pallo ha competenze lingua inglese pari a tot. Un attestato, invece, testimonia soltanto la partecipazione a un corso. Se poi durante quel corso abbiate davvero appreso o invece abbiate dormito tutto il tempo, non si sa.

Mi sembra opportuno questo chiarimento perché in passato, da docente universitario, ho ricevuto diversi studenti che si presentavano con attestati del tipo: “Il Sig. Tizio ha preso parte a un corso di livello B2 a Londra dal giorno tale al giorno tale.” Quando spiegavo che quella non era una certificazione, i ragazzi erano spesso contrariati, al che controbattevo: “Ma voi vi fidereste mai di andare in macchina con un autista senza patente solo per il fatto che ha frequentato 5 lezioni di scuola guida?”.

Ecco, in un certo senso la certificazione è paragonabile alla patente, l’ente certificatore è paragonabile all’esaminatore che decide se dare la patente o bocciare, e la scuola di lingue può essere considerata come la scuola guida.

Quale livello?

Ormai quasi tutte le istituzioni educative e formative e un numero crescente di aziende sono a conoscenza dell’esistenza del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER, noto anche come CEFR, dall’acronimo inglese).

Si tratta di un modello di riferimento comune a tutte le lingue elaborato dal Consiglio d’Europa con lo scopo di misurare le competenze comunicative acquisite da ogni cittadino europeo. I livelli del QCER sono sei, da A1 (il più basso) a C2 (il più alto).

La maggior parte dei corsi universitari tenuti in lingua inglese richiedono almeno il livello B2, anche se ci sono diversi casi di istituzioni che richiedono il C1. E’ invece  raro che ci si accontenti del B1, richiesto in gran parte ormai soltanto per accordare l’idoneità in lingua inglese, ma spesso considerato – a ragione – insufficiente per poter frequentare con profitto le lezioni accademiche.

Nel mondo del lavoro, invece, il tipo di livello richiesto varia da un’azienda all’altra.

 

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