Pronuncia Inglese e Grafia: Discrepanze e Ragioni Storiche

 In Come si pronuncia in inglese, Dubbi comuni degli studenti di inglese

La nostra lingua è la diretta discendente del latino, per cui magari non è bello ciò che sto per affermare ma, se vi sforzate di imparare l’inglese e siete alle prese tra le discrepanze tra pronuncia inglese e grafia, beh, in buona parte potete tranquillamente maledire il latino per questa situazione!

Che cosa c’entra, vi chiederete, la lingua di Giulio Cesare e Cicerone con le follie dello spelling inglese? C’entra, eccome se c’entra.

Innanzitutto, durante la buia notte del Medioevo, sul continente come in Inghilterra, il latino è stato la lingua delle chiese e dei monasteri, i quali per lunghi secoli sono stati i centri di riferimento dal punto di vista culturale sul territorio. Basti pensare che un autentico monumento storiografico sulle vicende dell’Inghilterra fino al secolo VIII si intitola Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum ed è stato scritto dal monaco Beda ovviamente in latino: senza quest’opera avremmo notizie molto più limitate riguardo alle popolazioni di Angli, Sassoni e Iuti che popolarono l’Inghilterra a partire dal V secolo d.C.

Ma torniamo alla pronuncia e alla grafia. Nel XV e XVI secolo sul suolo inglese regna il caos; all’interno di uno stesso territorio si parla una lingua che è il risultato della commistione di tre diversi idiomi – latino, francese e una lingua germanica imparentata, tanto per dare un’idea, con il tedesco di oggi – che avevano regole di corrispondenze tra spelling e pronuncia molto diverse tra loro, il che già comportava delle difficoltà notevoli nell’armonizzare le differenze tra “come si scrive” e “come si legge”.

Pronuncia Inglese Calligrafia

Pronuncia Inglese Calligrafia

A complicare il tutto, si aggiungeva il complesso di inferiorità della cultura inglese nei confronti della cultura classica greca e latina. E’ proprio incredibile e ironico come le situazioni si rovescino nel tempo: quello stesso mondo anglosassone che oggi si fa beffe del caos e dell’ingovernabilità dell’Italia fino a qualche secolo fa guardava alla cultura della nostra penisola dal basso all’alto.

In conseguenza di questo atteggiamento deferente verso la classicità, si decise di mantenere o riprendere gli spelling che più si avvicinavano alla grafia latina e greca dei termini. Il risultato ha portato, tra gli altri, ad avere oggi i seguenti casi:

 

debt (“b” muta, ma presente nello spelling in ossequio al latino debitum);

doubt (“b” muta, ma presente nello spelling in ossequio al latino dubius);

island (“s” muta, ma presente nello spelling in ossequio al latino insula);

 

ai quali si sommano spelling arzigogolati e in parte semplificati dall’inglese americano quali:

 

anaesthesia;

encyclopaedia.

 

La pronuncia inglese rimane uno scoglio difficile da superare per il volenteroso studente della lingua di Shakespeare, ma come non ci stancheremo mai di ripetere il suo approfondimento è fondamentale, non solo per riuscire a esprimerci correttamente e in modo comprensibile ma soprattutto per essere noi stessi in grado di capire. That’s it for today… Bye bye

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