Ago 282014
 
I 10 False Friends Più Infidi

 

Australia, Nuova Zelanda, Canada, USA, Regno Unito, Irlanda, Malta… Perfino Singapore. Che cosa condividono questi paesi così lontani tra loro geograficamente e in alcuni casi anche culturalmente? È la loro lingua ufficiale, o una delle lingue ufficiali: l’inglese. Anche per questo migliaia di ragazzi scelgono ogni anno di recarsi in queste mete per studiare inglese all’estero e scoprire le diverse culture.

Eppure, se siete appassionati di cinema o di musica e vi capita di guardare film in lingua originale o leggere i testi delle canzoni, sicuramente avrete notato, a seconda della provenienza degli attori o delle band, delle differenze, magari non molto marcate nelle strutture grammaticali, ma più rilevanti a livello lessicale e soprattutto nella loro pronuncia inglese. Tutto ciò vi ha probabilmente sollevato un dubbio fondamentale:

“L’inglese è una lingua sola o esistono più lingue inglesi?”

In effetti, mi è capitato molto spesso di sentire frasi quali: “A scuola ho studiato inglese ma quando guardo i film non ci capisco nulla. In quelli americani, poi, parlano così veloce…” Stesso discorso per pellicole provenienti da altri paesi anglofoni. Commenti di questo genere, magari poco accademici ma basati comunque su impressioni concrete, esprimono una legittima difficoltà di comprensione quando ci si trova di fronte a diversi tipi di accento.

Infatti, se da un lato l’inglese scritto usato in ambito scientifico, universitario e istituzionale fa riferimento a uno standard uniforme a livello mondiale, i diversi Spoken Englishes si differenziano notevolmente a seconda delle zone nelle quali essi sono parlati.

Esistono, è vero, due modelli di pronuncia, British e American, ma essi hanno la funzione di rappresentare un punto di riferimento per gli studenti di lingua inglese, i quali, seguendo tali modelli, potranno essere sicuri di farsi capire.

Questo, però, non significa che una volta in Inghilterra o negli USA vi troverete a parlare con persone che a loro volta riprodurranno la pronuncia idealizzata presentata nei libri e dizionari di lingua inglese, anzi. Già sul suolo britannico, per esempio, chi studia in una scuola di inglese a Londra o a Cambridge, può riscontrare forti cambiamenti nella pronuncia dei suoni vocalici, nonostante si trovino nel raggio di pochi chilometri.

Una reazione possibile di fronte a questa complessità è quella di scoraggiarsi e di lasciar perdere. È comprensibile, ma proprio a causa della grande varietà di fronte alla quale ci troviamo è invece necessario fare uno sforzo di ascolto e comprensione di altri tipi di accento.

Un paio di idee per “farsi l’orecchio”

Un esercizio semplice e accessibile a tutti è quello di allenarsi tramite la visione di video, film e interviste aventi come protagonisti persone provenienti da diversi paesi nel quale l’inglese è la lingua madre, e quindi di non limitarsi esclusivamente a ciò che proviene da Gran Bretagna e Stati Uniti.

Un’altra possibilità consiste invece nel soggiornare in uno o più dei paesi citati all’inizio dell’articolo.

Ovviamente, la seconda opzione è meno vantaggiosa della prima dal punto di vista economico. La domanda spontanea quindi è: perché andare a studiare inglese in Canada o a Singapore anziché starsene comodamente sul divano a guardare un video su YouTube?

Il punto è che studiare una lingua significa studiare una cultura: per quanto si riescano a ottenere buoni risultati anche studiando da casa in autonomia, è il rapporto diretto con le persone, con le loro abitudini nella vita quotidiana e con la loro visione del mondo a fare veramente la differenza.

Dal punto di vista dell’apprendimento dell’inglese, gli stimoli dati dal contatto umano e dall’esigenza di dover comunicare per capire e farsi capire sul posto non possono essere pareggiati dalla visione di un film, per quanto anch’essa possa essere piacevole o per quanti Oscar la pellicola in questione possa aver vinto… Bye bye!

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