Nov 272013
 

Si chiama Gianni Pittella, è nato nel 1958 e di mestiere fa il vicepresidente vicario del Parlamento Europeo. Di recente è balzato agli onori della cronaca per aver partecipato alle primarie del Partito Democratico insieme a Civati, Cuperlo e Renzi, salvo poi essere sconfitto già in fase di prima votazione aperta ai soli iscritti.

Se Pittella sia o no un buon politico e se meritasse maggiore fortuna alle primarie del PD, non è un giudizio che spetti sta al nostro sito.

Il buon Giovanni Saverio Furio (così, stando a Wikipedia, risulta registrato all’anagrafe) ci interessa per altre ragioni, in particolare per la sua pronuncia inglese: recentemente si è infatti reso protagonista di un video pubblicato su YouTube che rappresenta un ottimo esempio … di come l’inglese non vada pronunciato.

Sebbene appartenente a un altro partito rispetto a quello dell’attuale alleato di governo ed ex-premier Silvio Berlusconi, Pittella si è evidentemente ispirato alla pronuncia inglese “creativa” di quest’ultimo.

Se Berlusconi manifestava e manifesta il suo affetto verso gli Iunai Esteis (che nelle sue intenzioni dovrebbe essere la pronuncia di United States), noto subito, ascoltando distrattamente da lontano il discorso di Pittella, che l’europarlamentare del PD sembra invece rivelare una particolare passione nei confronti dei legumi. Eh già, perché nel suo intervento è onnipresente la parola /piːz/, trascrizione fonetica di peas, “piselli”,  con quel suono /z/ che è quello che in italiano abbiamo per parole quali sbagliare, travaso, ecc e che evidentemente suona così caro a Pittella.

Avendo io l’hobby dell’agricoltura, nel giro di trenta secondi mi allarmo seriamente per il ricorrere di questi peas sulla bocca di un uomo politico così importante e subito il pensiero va a un’eventuale malattia che sta colpendo le piante dei piselli, o a un picco del prezzo delle semenze dei piselli sul mercato e quindi mi precipito davanti allo schermo del mio portatile per capire meglio.

Leggo così che il titolo del video è Gianni Pittella… Supports Peace One Day che subito fa sorgere in me allora un sospetto linguistico: ma vuoi vedere che? No, non è possibile. Eppure… Ma dai, insomma, lui è il vicepresidente vicario del Parlamento Europeo, quindi figurati se fa un errore del genere! Eppure… Ma no, che cosa vai a pensare? Eppure…

Dopo qualche secondo di esitazione decido di porre fine ai dubbi e di rivedere il video ascoltandolo con attenzione per arrivare alla conclusione che, ebbene sì, è vero: Pittella è convinto che peace (/pi:s/ ‘s’ sorda come in scuola) si pronunci in modo uguale a peas: la pace si è trasformata in piselli.

Peace

Peace

La cosa mi dà sollievo e non poco, specialmente perché tutto è ritornato al proprio posto: i peas dell’orto sono salvi almeno fino all’anno prossimo e i politici italiani continuano a parlare un inglese da 2 (inteso come voto scolastico). Sì sì, mi ripeto, ora tutto quadra e posso andare a nanna tranquillo. Ringrazio telepaticamente Pittella ricambiando il suo Tank you di fine discorso. Eh già, perché da come lo pronuncia lui di un Tank (“carro armato”) you e non di un Thank you si tratta. Abbiamo speso già una quindicina di miliardi per acquistare dei cacciabombardieri e quindi che vuoi che sia un tank in più?

 

Si ringrazia Graphophile per la foto

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