Perché le Lingue Cambiano?

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Perché le lingue cambiano? In questo articolo proverò a dare una risposta, per quanto sintetica, relativamente a un argomento alquanto complesso.

Capita spesso di leggere un testo o di ascoltare un discorso o una conversazione ed esclamare: “Ma questo non si dice!” Oppure che: “E’ scorretto usare questo termine/questa struttura!” Commenti di questo genere suggeriscono l’idea che una lingua abbia un carattere statico e che sia regolata da norme ben precise le quali stabiliscono che cosa sia giusto e che cosa sia sbagliato.

In questo non c’è nulla di male, ci mancherebbe: è un’esigenza assolutamente normale per gli esseri umani quella di avere bisogno di paletti e di regole che rappresentino un punto di riferimento.

La realtà, però, è che ogni lingua ha una natura profondamente dinamica: ciò che è sbagliato o inappropriato oggi, potrebbe essere perfettamente corretto domani e il significato di una parola oggi potrebbe subire variazioni nel corso del tempo. Un esempio concreto? Prendiamo l’aggettivo nice, che più o meno tutti dovreste conoscere. Nell’inglese di oggi, la connotazione di nice è decisamente positiva: a very nice person è una bella persona, mentre have a nice day esprime l’augurio di passare una bella giornata.

Eppure, nice deriva da un aggettivo latino, nescius, “ignorante”a sua volta originato dal verbo nescio, “non sapere”. Insomma, non propriamente un complimento, tant’è che dalle mie parti – a Genova – ancora oggi si dà del nescio a chi non si ritiene particolarmente brillante. Come mai in inglese il termine ha assunto un significato praticamente opposto? Non ve lo so dire, fatto sta che mi sembra una testimonianza già di per sé abbastanza esemplificativa della dinamicità delle lingue.

Torniamo quindi alla domanda iniziale: perché cambiano le lingue? Le ragioni sono diverse e sono spesso di carattere extra-linguistico. Per spiegarvi meglio, ricorrerò a una similitudine. Parliamo della moda: quella degli anni Settanta era diversa da quella di oggi e così quella di inizio XX secolo. L’evoluzione della moda va di passo con quella della società e la società è fatta di persone, ciascuna con la propria storia personale, il proprio gusto, la propria creatività e allo stesso tempo il desiderio di essere accettati dagli altri. Quindi, se ho uno spirito più anitconformista tenderò a comprare dei vestiti controcorrente, ispirando però magari altre persone e quindi lanciando io stesso una nuova moda. Se invece preferisco adeguarmi e seguire quello che fanno gli altri tenderò a rafforzare un certo tipo di vestiti e di moda, e così via: ognuno individuo ha delle peculiarità che lo distinguono da tutti gli altri, ma allo stesso tempo è influenzato dal tempo in cui vive, dalle persone che frequenta.

Allo stesso modo in cui tutti contribuiamo alla moda, influenziamo anche il corso della lingua che parliamo, .

 

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