L’Esperienza di Lavorare in Inghilterra e Studiare per il PhD

 In Imparare inglese all'estero, Lavorare all'estero, magazine

Studiare e lavorare in Inghilterra, in particolare nella sua capitale, è il sogno di tanti giovani. Se da un lato Londra è il cuore del Regno Unito, dall’altro è una delle città più cosmopolite al mondo: un mix di culture ed etnie diverse s’incrociano affollando ogni giorno le 270 stazioni di The Tube – tale è il nome che i londinesi danno alla loro metropolitana.

Lavorare in Inghilterra e Studiare per il PhD

Lavorare in Inghilterra e Studiare per il PhD

Se si desidera approfondire lo studio delle lingue, inglese in primis, e allo stesso tempo di culture geograficamente più lontane, non sembra dunque esistere un ambiente più adatto. Sono queste alcune delle ragioni che hanno spinto una giovane genovese laureatasi in Lingue e Letterature Straniere a Genova, per poi conseguire anche una Laurea specialistica in Arabo e Studi Mediorientali all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Veronica Ferreri, a proseguire gli studi con un Master’s Degree – l’equivalente, più o meno, della nostra Laurea Specialistica – in Migration and Diaspora Studies prima e un PhD (Dottorato) poi alla SOAS (The School of Oriental and African Studies). Come Imparare l’Inglese l’ha intervistata.

 

Per accedere al Master’s è stato necessario dimostrare di avere un determinato livello di conoscenza dell’inglese? Come e dove hai costruito le basi del tuo inglese?

In effetti, per iscriversi ai corsi della SOAS era obbligatorio presentare una certificazione IELTS o TOFEL che attestasse la conoscenza dell’inglese, ragione per la quale ho preparato e superato un esame per una certificazione IELTS. Avendo studiato Lingue all’Università di Genova – arabo e inglese – non partivo da zero, ma mi sono dovuta comunque impegnare molto per raggiungere il livello richiesto. Per quanto la mia esperienza universitaria sia stata utile a costruire una conoscenza della lingua prettamente accademica, è stato a Damasco che ho iniziato a parlare quotidianamente inglese e ad acquisire maggiore scorrevolezza. Ho sempre tentato di non vivere con altri studenti italiani, preferendo convivere con persone provenienti da altre parti del mondo e aventi diversi background culturali e linguistici. In questi contesti, l’inglese era la lingua franca per comunicare soprattutto all’inizio, quando il mio arabo non era a livello base. Tuttavia, la preparazione dell’IELTS richiede sia un certo livello di conoscenza linguistica (è infatti richiesto un punteggio pari a 7 per accedere a un MA nel Regno Unito). Pertanto, dopo il mio ritorno in Italia, ho preso alcune lezioni di inglese con l’obiettivo di capire le strategie e i meccanismi adatti per passare al meglio l’esame.

 Quale tipo di esperienza ti ha aiutata maggiormente nell’approfondire la conoscenza della lingua: l’esperienza di studio in ambito accademico o il fatto di lavorare in Inghilterra?

Sicuramente, ho costruito delle buone basi in Italia grazie agli studi che ho fatto. Tuttavia, la mia esperienza di vita a Damasco ha rappresentato una svolta. Avendo vissuto per un anno e mezzo in Siria, ho dovuto imparare a parlare l’inglese della quotidianità, che non riflette totalmente la lingua insegnata all’interno del sistema educativo scolastico e universitario.  In seguito, vivere, studiare e lavorare in Inghilterra ha ulteriormente rafforzato le mie conoscenze linguistiche. Cerco di imparare ogni giorno, in ogni momento della giornata, sia che mi trovi all università, o in ufficio, oppure a casa con i miei coinquilini, o per le strade di Brixton mentre cammino con le mie amiche. Vedo l’apprendimento di una lingua come un processo di costante scoperta e di creatività ed è proprio questo che mi affascina pensare a come ho imparato e sto imparando l’inglese (e l’arabo).

Infatti, quando scrivo articoli, accademici e non, report per il lavoro e paper da presentare, cerco sempre di far sì che colleghi, amici scrittori che hanno studiato letteratura inglese e compagni del mio corso di studi revisionino i miei scritti. Il proof reading (in italiano “revisione”, ndr) è una parte essenziale della produzione scritta in generale. La revisione mi aiuta a capire quali errori ancora commetto e quindi mi consente di approfondire ulteriormente la mia conoscenza dell’inglese.

 Studiare e lavorare in Inghilterra è possibile?

 Ho svolto diverse attività. Per esempio, come research consultant per una ricerca svolta per un progetto umanitario in Siria, il mio lavoro consisteva nel condurre interviste in inglese e in arabo, sulla base delle quali è stato redatto un report. Se in questo progetto non avevo scritto il report, in altri sono comunque stata report-writer.

Il PhD, però, è un’esperienza che richiede molto impegno e siccome anche il lavoro di consulenza richiedeva molta energia ho dovuto interromperlo.

Dal punto di vista linguistico è stato invece utile svolgere anche qualche lavoro al di fuori dell’ambito accademico: per esempio, ho lavorato in una brewery – birreria – come cameriera. A livello linguistico è stato importante perché mi ha permesso di conoscere un registro linguistico che fino ad allora era per me ignoto, quello dei giovani dell’East London. Se in precedenza ero entrata in contatto con un inglese accademico, o comunque affine a quell’ambito, con l’esperienza alla brewery, che si trovava a Hackney, ho dovuto mettere in discussione il mio uso della lingua perché non appropriato in quel contesto sociale.

In sintesi, la mia esperienza è che si impara soltanto facendo grandi sforzi e cercando di incontrare e parlare con persone appartenenti anche a contesti nei quali ci si trova meno a proprio agio. Se alla base manca uno sforzo costante di approfondimento, pensare che il semplice fatto di vivere in Inghilterra conduca necessariamente a migliorare la conoscenza della lingua è una pura illusione.

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