Gen 052014
 

Le ragioni del cuore. Non è il titolo dell’ennesimo romanzo strappalacrime, ma la forte motivazione che ha spinto il giovane Mauro Paoletta, graphic designer di origine salernitana, a lasciare il proprio paese per andare a lavorare in Inghilterra.

Devo ammettere che alla base della mia scelta professionale ci sono prima di tutto dei motivi sentimentali. La mia ragazza, cresciuta a Eboli, si era trasferita nelle vicinanze di Londra per fare l’ostetrica da qualche anno. L’assillante e opprimente precarietà economica e lavorativa dell’Italia, unita alle ragioni del cuore, mi fece quindi decidere di raggiungerla nonostante il livello del mio inglese fosse elementare… Ed eccomi qui, a Slough, a pochi chilometri da Londra: il posto non è meraviglioso, ma sto incominciando a ingranare.

Lavorare in Inghilterra può essere difficile, specialmente se non si possiede un livello adeguato di conoscenza della lingua inglese: qual è stata la tua strategia non appena arrivato a Londra?

 Avendo qui la mia fidanzata non ho avuto particolari difficoltà nel trovare un alloggio, dato che condividiamo la casa in cui viviamo. Seguendo il suo consiglio non mi sono buttato a capofitto alla ricerca di un lavoro, anche perché le opzioni che il mio livello di inglese mi consentiva di avere erano molto limitate. Per questa ragione, ho preferito investire i miei primi mesi seguendo un corso di inglese allo scopo di costruirmi delle basi linguistiche buone – o quantomeno sufficienti – per muovermi più agevolmente nel mercato del lavoro. Per fortuna, trovai un corso sovvenzionato dal Town Council locale (unità amministrativa equivalente più o meno al nostro Comune), che mi permise di frequentare un corso con cadenza giornaliera.

 A quel punto ti sei messo alla ricerca di un lavoro.

 Mentre stavo ultimando il corso di inglese mi misi in parallelo a cercare delle opportunità per inserirmi nel mondo del lavoro. Con piacevole sorpresa, constatai che il mio CV e i miei titoli come esperto di marketing e grafico risultavano molto appetibile al mercato inglese, diversamente da ciò a cui ero abituato in Italia. Trovai addirittura tre società disposte a farmi svolgere un periodo di internship (l’equivalente – pagato però – del nostro stage) lavorando nel mio ambito. Alla fine accettai l’offerta di un’azienda di Notting Hill, a Londra, che mi proponeva un contratto come graphic designer fino al dicembre 2013. L’esperienza è stata ottima da diversi punti di vista. Per quanto riguarda l’apprendimento della lingua, ho avuto la fortuna di essere circondato da colleghi inglesi (il che non è affatto scontato, vedere questo articolo), che non mancavano mai di correggermi e di aiutarmi dal punto di vista linguistico.

Quanto è importante la conoscenza dell’inglese per la tua professione?

 Sicuramente è fondamentale. Infatti, il mio obiettivo è continuare il mio percorso di miglioramento. Tuttavia, il lavoro di graphic designer ha un lato tecnico molto sviluppato, per cui possedere buone competenze tecniche può sopperire alle lacune linguistiche. Per fare un esempio, se il mio capo mi assegna una mansione, ciò che conta è che io capisca che cosa devo fare e che io abbia le competenze tecniche necessarie per svolgerla con successo e il fatto che il mio inglese non sia perfetto passa in secondo piano. Molto diverso è il discorso per chi è a contatto diretto con il pubblico anche via email o al telefono: in questo caso la conoscenza dell’inglese deve essere molto profonda altrimenti non si riesce a fare un buon lavoro.

Lavorare in Inghilterra nel Graphic Design

Lavorare in Inghilterra nel Graphic Design

Sei emigrato per lavorare in Inghilterra da oltre un anno. L’esperienza che hai fatto si è rivelata essere in linea con le aspettative che avevi prima della partenza?

 Nel mio settore il mercato del lavoro è senza dubbio più vivo rispetto all’Italia. Tuttavia, ho riscontrato che l’idea secondo la quale da noi è tutto da buttare mentre l’Inghilterra è un paradiso è un falso mito. Ad alimentarlo è probabilmente il senso di frustrazione determinato dalla situazione economica e politica del nostro paese e dall’altro la convinzione che sia sufficiente trovarsi all’estero per riuscire ad affermarsi con facilità. La realtà, invece, è molto diversa: servono tempo, pazienza e molta perseveranza per imparare la lingua e poter successivamente avere accesso ad opportunità lavorative di un certo tipo.

 Quali sono i tuoi progetti futuri? Ti stabilirai in Inghilterra?

 Il mio obiettivo è accumulare esperienza qui e approfondire la mia conoscenza dell’inglese per poi, forte di questo bagaglio di competenze, tornare in Italia e lavorare per un’azienda che abbia contatti con l’estero, anche perché in Italia le uniche aziende che sono destinate a sopravvivere sono quelle che guardano oltre i confini nazionali.

 Per conoscere meglio la storia di Mauro e per avere accesso ad alcuni suoi preziosi consigli collegati alla sua esperienza, è possibile visitare la sua pagina web personale: www.mauropaoletta.com

 

 Tagged with:

  One Response to “Lavorare in Inghilterra nel Graphic Design”

  1. […] Anche perché ho lasciato una mia testimonianza d’emigrato, mi hanno allegramente intervistato. Qui l’articolo! […]

 Leave a Reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>