Lavorare in Inghilterra e/o Altri Paesi: Che Cosa Fare Prima di Partire

 In Imparare inglese all'estero, Lavorare all'estero

Esiste solo un modo per imparare bene l’inglese: consiste nel fare i bagagli e trasferirsi a Londra, New York, Glasgow, Chicago o Sydney a lavorare!

Mi è capitato spesso di sentire questa frase da studenti – più o meno esperti – di lingua inglese. Tuttavia, come disse Giulio Andreotti a Eugenio Scalfari durante una famosa intervista: “Le cose sono un po’ più complesse.”

Lavorare in Inghilterra

Lavorare in Inghilterra

Se da un lato è innegabile che andare a studiare e/o a lavorare in Inghilterra o in un altro paese anglosassone può accelerare il processo di apprendimento, in quanto per semplici esigenze di pura sopravvivenza – ergo trovare un letto e un piatto caldo –  ci si sente decisamente stimolati a imparare per essere in grado di comunicare, dall’altro è purtroppo alquanto illusorio ritenere che basti la semplice permanenza sul suolo inglese, statunitense o canadese per raggiungere una conoscenza dell’inglese che nemmeno Shakespeare in persona…

Infatti, non è sufficiente andare a lavorare in Inghilterra per apprendere “per osmosi” vocaboli nuovi e migliorare la conoscenza della pronuncia e della sintattica della lingua inglese: oltre al contatto live con la lingua nella realtà quotidiana, è richiesto uno studio determinato e persistente, accompagnato possibilmente da una sincera volontà di migliorare giorno dopo giorno.

Se programmata allo scopo di imparare l’inglese, un’esperienza all’estero, quindi, va pianificata con largo anticipo – e non mi riferisco semplicemente all’acquisto anticipato del ticket aereo per risparmiare sul volo – in particolare per quanto concerne gli obiettivi linguistici e lavorativi che si desidera raggiungere.

Altrimenti – è il caso di diverse persone conosciute da chi vi scrive – il rischio è quello di rimanere delusi, anche perché, se al momento dell’arrivo in Inghilterra, USA, ecc la conoscenza della lingua è scarsa, è impossibile trovare impieghi che abbiano una retribuzione decente e siano formativi, specialmente in paesi come quelli anglosassoni, il cui cost of living – il costo della vita – può pure riservare brutte sorprese quando si fanno i conti alla fine del mese. Inoltre, la recession – al mondo anglosassone non piace la parola crisis, forse perché da quelle parti rispetto alla crisi finanziaria hanno un po’ di coda di paglia – iniziata qualche anno fa ha colpito in modo severo il mondo del lavoro e alcuni paesi anglosassoni, Irlanda su tutti, che avevano vissuto un periodo di crescita economica e lavorativa straordinaria prima del 2008, si trovano in una situazione che non incoraggia all’ottimismo; accade così le opportunità lavorative, che dalle parti di Dublino sembravano piovere dal cielo nella scorsa decade, al momento scarseggiano.

Un altro aspetto da considerare prima della partenza, e che purtroppo è invece spesso sottovalutato, riguarda il culture shock, ovvero quello spiacevole mix di straniamento, nostalgia, fatica ad adattarsi a nuove abitudini e tipi di dieta che viene causato dalla lontananza dalla madrepatria e dalla famiglia. Se un po’ di saudade – in Brasile la chiamano così – è assolutamente umana, è però vero che per attutire gli effetti del culture shock sarebbe opportuno mettersi in moto ben prima della partenza.

Una prima strategia è quella di imparare al meglio delle proprie capacità la lingua del paese ospitante prima della partenza, onde evitare la spiacevole sensazione di sentirsi un pesce fuor d’acqua che non riesce a comunicare. La seconda è in realtà direttamente connessa alla prima: partendo dal concetto secondo cui studiare una lingua vuol dire innanzitutto studiare una cultura, l’ approfondimento della conoscenza storica e culturale del paese nel quale ci si vuole trasferire è imprescindibile allo stesso livello di quello linguistico. Conoscere la storia e la cultura di un paese e capire i motivi storici che l’hanno condotto a diventare quello che è ha una rilevanza enorme e favorisce un adattamento alle nuovi abitudini di vita molto più veloce e molto più efficace … Bye bye!

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