Gen 072014
 

L’articolo che segue è stato tratto dal sito www.mauropaoletta.com e messo a disposizione di Come Imparare l’Inglese dall’omonimo creatore di tale sito, il giovane graphic designer Mauro Paoletta, già da noi intervistato.

La nostra sezione dedicata agli italiani che hanno deciso di trasferirsi a lavorare in Inghilterra si arricchisce di un’ulteriore esperienza.

Lavorare in Inghilterra: Consigli Utili

Lavorare in Inghilterra: Consigli Utili

Quanto segue sono alcuni consigli utili per chi decide di venire in Inghilterra con l’idea di fare il grafico pubblicitario.

Spesso mi confronto con i miei colleghi italiani curiosi delle varie opportunità che l’Inghilterra può offrire a chi vuole esercitare il mestiere del grafico pubblicitario in terra straniera. In merito alle numerose osservazioni fatte posso suggerire, per chi avesse voglia di partire, di prendere in esame alcuni fattori a mio avviso fondamentali.

“L’Inghilterra non è più quella di un tempo. I dati sull’occupazione sono al rialzo. Sappiatelo!”

Se desideri subito lavorare in qualche studio devi rispondere ad un unico requisito: Devi conoscere bene l’inglese! (Data per buona la competenza di grafico).

Se non avete la fortuna di conoscerlo bene, posso suggerirvi di:

a) Se vi occorrono denari per coprire le spese di permanenza come il vitto e l’alloggio, vi consiglio di iniziare a cercare lavoro in qualche ristorante, meglio se italiano. Un italiano che lavora in un ristorante italiano è in linea con l’offerta commerciale, anche se poi il ristorante è di proprietà di un inglese e lo chef è polacco. Magari può risultare più facile. Altrimenti, provate nelle varie famose catene di fast food. Questo vi consentirà di guadagnare un po’ di soldi per vivere una città costosa come Londra.

b) Frequentate italiani il meno possibile!

c) Iscrivetevi in un college di lingua. Questo perché velocizza i tempi di apprendimento della lingua, e cosa più importante vi permette di imparare in maniera corretta l’inglese. Imparare un inglese sgrammaticato di certo non è di aiuto alla professione del grafico. In ogni modo, ci sono molte scuole, per i meno facoltosi, che sono sovvenzionate. Magari potete beccarne qualcuna gratis. Istituti come East Berkshire College (nei pressi di Windsor) offrono spesso corsi gratuiti. Informatevi comunque presso qualche Job center vicino l’area in cui vivete o pensate di andare a vivere.

d) Fatto questo, sento di consigliarvi di provare a cercare un internship (stage). Ci sono molte richieste e molti siti dedicati. Basta avere delle discrete competenze professionali testimoniate da un buon portfolio e un inglese basilare. Vedrete che vi prenderanno subito! Avere l’opportunità di lavorare come grafico per qualche mese in uno studio vi arricchirà il curriculum e vi farà entrare in una rete di relazioni e contatti utili per il vostro futuro di grafico in Inghilterra. Oltre ad apprendere parole specifiche del settore. Se siete fortunati sono anche ben pagati, altrimenti e nella peggiore delle ipotesi vi rimborsano le spese. Internship totalmente gratis sul modello italiano ce ne sono pochi, fortunatamente.

Se interessati, ecco alcuni siti che potete consultare: Internwise, Inspiringinterns, e Indeed.

f) Dopodiché, una volta appreso un po’ di inglese e magari siete riusciti a fare anche uno stage di qualche mese, allora vi consiglio di iscrivervi in una società di Recruitment di settore, come ad esempio Nucreativetalent, che vi darà la possibilità di mettervi in relazioni con le aziende in cerca del vostro talento, o semplicemente consultare siti di offerta lavoro come l’ottimo Reed.

Inoltre, vi consiglio di recarvi presso il primo Jobcenter della città e preoccuparvi di ottenere il NIN ovvero National Insurance Number. In pratica il NIN è un numero unico e personale che vi verrà assegnato dallo stato e che vi permetterà di mettervi in regola con esso e con il pagamento delle tasse sul lavoro o sulla vostra attività e in più è necessario per l’assicurazione sul lavoro.

 

Quante volte avete pensato di lasciare tutto e andare a vivere a Londra?

 

Grazie nuovamente a Mauro e appuntamento ai prossimi articoli sugli italiani che hanno lasciato il nostro paese per lavorare in Inghilterra. Bye!

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