La Storia dell’Inglese: Le Origini e l’Old English

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Se si desidera imparare l’inglese, prima di buttarsi a capofitto nello studio di grammatica, vocaboli e pronuncia, è bene fare uno o diversi passi indietro nel tempo e capire quali sono le sue origini. “Where does English come from?” Da dove proviene l’inglese?

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Storia dell’Inglese – Le Origini e l’Old English

Gli studiosi normalmente suddividono la storia della lingua inglese in tre diverse fasi: Old English, Middle English, Modern English. La prima iniziò a metà del V secolo d.C., quando alcune popolazioni germaniche, Iuti, Sassoni e Angli, provenienti dalle coste dell’odierna Germania e dei Paesi Bassi, iniziarono a migrare verso l’Inghilterra. Proprio dal nome Angli derivano England, “terra degli Angli”, ed English, parole che non vi suonano certo sconosciute se avete deciso di visitare un sito su come imparare l’inglese! I newcomers, “nuovi arrivati”, scacciarono le popolazioni celtiche precedentemente insediate sul suolo britannico verso le zone più impervie, in particolare il Galles, in inglese Wales. Proprio quest’ultimo termine deriva dalla radice walh che ha il significato di “straniero”. Vale a dire che le popolazioni anglosassoni, che arrivavano da oltremare, chiamavano “straniere” le genti che da loro stessi erano state scacciate… Quantomeno curioso come modo di integrarsi!

Angli, Sassoni e Iuti parlavano dialetti del proto-germanico, l’antenato non solo dell’inglese, ma anche del tedesco e di altre lingue come l’olandese, lo svedese, il norvegese e il danese. In seguito, nell’ottavo secolo, un’altra popolazione germanica, i Vichinghi, iniziò un flusso migratorio dalle coste scandinave verso la Gran Bretagna, che ebbe inizialmente una forma piuttosto aggressiva. Per un paio di secoli, i Vichinghi regnarono su buona parte dell’Inghilterra, detta Danelaw (“governo dei danesi”, dato che i Vichinghi erano conosciuti anche come Danes). I contatti, anche bellicosi, con la parte rimasta sotto il dominio anglosassone furono frequenti, anche perché entrambe le popolazioni parlavano dialetti mutualmente comprensibili. A seguito di questo travaso culturale e linguistico, diverse espressioni legate alla vita quotidiana dei Vichinghi entrarono nell’Old English, tra cui: they are, sky, skirt, window (“finestra”, dal composto vindauga, “occhio del vento”).

Per farvi un’idea di che cos’era l’Old English, potete provare a leggere Beowulf, il poema epico più importante dell’inglese antico. La vicenda narrata ha come protagonista l’eroe Beowulf che combatte contro diversi mostri tra cui Grendel (nome dalla stessa radcie di to grind, “macinare”), uno spaventoso mostro marino: d’altra parte, la visione della vita degli Angli e dei Sassoni era molto cupa e dominata dal wyrd, un destino cieco che schiaccia l’uomo. Vi anticipo, peraltro, che farete tanta fatica a leggere il testo originale e già dal primo verso, vi accorgerete subito di differenze sostanziali rispetto all’inglese di oggi: il lessico, la fonologia e la sintassi sono radicalmente cambiati, tanto da rendere l’Old English irriconoscibile al giorno d’oggi.

Vi chiederete forse perché l’inglese si sia modificato così tanto e perché, in generale, le lingue cambino. Rispondiamo innanzitutto alla seconda domanda: la storia di una lingua è la storia delle persone che la parlano. Una lingua è un mezzo per interpretare la realtà circostante prima ancora che uno strumento comunicativo: è normale, quindi, che essa si evolva per “dare un nome” ai cambiamenti della società. Le lingue tra l’altro non mutano solo in risposta a esigenze “esterne”, ma anche per ragioni “interne”. La pronuncia, per esempio, può cambiare nel tempo per facilitare l’articolazione di determinati suoni, così come il lessico, rincorrendo le evoluzioni della società, si arricchisce di nuovi termini: pensate a quante parole sono state introdotte nella nostra lingua in campo informatico.

Tornando all’inglese, i passaggi da Old a Middle a Modern English sono strettamente legati a cambiamenti storici e sociali avvenuti nell’Inghilterra a partire dall’anno 1066, ma ne parleremo prossimamente… Bye bye!

P.S. Non so dirvi come mai, ma tra Angli, Sassoni e Iuti, solo questi ultimi sono i poveri “sfigati” a non essere mai menzionati….

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