Hi, Hello, Goodbye, Bye, Farewell… I Saluti in Inglese

 In Che differenza c'è in inglese, Dubbi comuni degli studenti di inglese, magazine

You say Goodbye and I say Hello. Hello, hello. I don’t know why you say Goodbye and I say Hello.” Se solo un poco conoscete i Beatles non potrete non avere riconosciuto i versi di uno dei loro brani più popolari.

Hello, Goodbye è, per l’appunto, il titolo di una canzone dei quattro ragazzi di Liverpool pubblicata nell’autunno del 1967. Hi, Hello, Bye bye, Goodbye, See you: sono soltanto alcune delle diverse forme di saluto della lingua inglese con le quali i nostri studenti faticano a rapportarsi. Eh sì, perché se in italiano, specialmente in contesti informali, esiste un solo modo – Ciao! – di rivolgerci al nostro interlocutore sia all’inizio sia alla fine della conversazione, nella lingua di Shakespeare è necessario, invece, prestare attenzione e differenziare tra i saluti usati nel momento in cui ci si incontra e quelli in cui ci si lascia.

Se per strada, incontrando un amico o un conoscente, lo salutate con un Bye bye, il malcapitato non comprenderà che cosa ha combinato di così perfido da essere liquidato con un saluto equivalente al nostro “Arrivederci” già al principio della conversazione. Viceversa, un Hi al momento del saluto finale farà tornare sui propri passi l’interlocutore alquanto interdetto da un saluto usato normalmente a inizio conversazione…

Peraltro, oltre ai saluti in lingua inglese che abitualmente vengono insegnati a scuola o in qualsiasi corso, ne esistono innumerevoli altri, molto colloquiali, che variano a seconda del luogo, dell’età o dell’estrazione sociale: Yo! / Right / Hiya! sono alcuni esempi di una lista che potrebbe allungarsi all’infinito e alla quale si aggiungeranno sicuramente altre espressioni.

Don’t worry: va benissimo utilizzare quelli più “tradizionali,” i quali sono perfettamente comprensibili a chiunque. Giusto per aggiungere una nota di colore, il più strambo che mi è capitato di sentirmi rivolgere è Smell you later, letteralmente “Ti odoro dopo”. Non allertatevi: ho subito scoperto che è soltanto un modo di dire molto informale e non c’è nulla di particolarmente anti-igienico e/o ambiguo o che coinvolga in qualche modo la razza canina.

"Poster - Gone With the Wind 01" di Employee(s) of MGM - http://www.doctormacro.com/Movie%20Summaries/G/Gone%20With%20the%20Wind.htm. Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Poster_-_Gone_With_the_Wind_01.jpg#mediaviewer/File:Poster_-_Gone_With_the_Wind_01

“Poster – Gone With the Wind 01” di Employee(s) of MGM – Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons

In conclusione, un saluto che vale la pena menzionare è Farewell, la cui origine è la stessa del verbo utilizzato ancora oggi comunemente in tedesco fahren, “andare”, “viaggiare”. Farewell, letteralmente avvicinabile a “viaggia bene” è in realtà il più triste e malinconico dei saluti: “Addio”.

Se invece sognate un commiato da vere star del cinema – magari un po’ scortesi – allora non vale nessuno dei saluti che abbiamo presentato, se non la storica frase pronunciata da Clark Gable in chiusura di Via col Vento. Alla domanda: “Rhett, if you go, what shall I do?” il personaggio interpretato dal baffuto divo hollywoodiano rispose: “Frankly my dear, I don’t give a damn,” ovvero: “Francamente, me ne infischio.”

Bye bye!

Post recenti

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.