Ago 062014
 
Inglesismi: Ma Perché?

 

È utile frequentare i corsi di inglese all’estero? Dove è meglio seguirlo? O forse è meglio lavorare perché si imparano più velocemente le parole e frasi della vita quotidiana? Sono queste domande che in molti si pongono relativamente a come imparare l’inglese in modo più efficace.

Corsi di inglese all’estero: sì o no?

Andiamo con ordine e vediamo di rispondere partendo dalla prima. Frequentare un corso di inglese all’estero, in un paese anglofono, è certamente molto utile. L’utilità non è data soltanto delle lezioni all’interno delle singole scuole, che peraltro in certi casi propongono una qualità didattica di ottimo livello; anche in Italia esiste la possibilità di frequentare corsi strutturati in maniera simile a quelli delle scuole di lingue britanniche o statunitensi, ma il “di più” del frequentare un corso all’estero è che all’interno della scuola si fa conoscenza con persone con le quali nascono spesso rapporti d’amicizia destinati a essere coltivati a lungo (ovviamente in lingua inglese).
Oltre a questo aspetto, è certamente da considerare il concetto della full immersion, proposto in maniera più o meno intensiva dalle scuole che offrono vacanze studio nei paesi anglofoni: vivere all’interno del campus o alloggiare in famiglia “costringe” lo studente a usare l’inglese per cavarsela in situazioni quotidiane di “sopravvivenza” quali i pasti, dover chiedere da bere, capire l’orario di rientro a casa, ecc. Sono queste le situazioni ideali per velocizzare l’apprendimento, in quanto la spontaneità data dall’esigenza di comunicare fornisce le giuste motivazioni per memorizzare nuove parole ed espressioni che poi rimangono impresse negli anni a venire.

Dove andare per studiare inglese?

Appurato che frequentare un corso di inglese all’estero è importante, passiamo a parlare del dove. È opportuna una piccola premessa: al mondo due miliardi circa di persone parlano inglese, delle quali una su quattro soltanto è madrelingua. Ciò significa che nella vita avrete il 75% delle possibilità di parlare con studenti “stranieri” dell’inglese come voi. Tutto questo preambolo per spiegare che non è così essenziale quanto si pensa di solito andare a imparare l’inglese nel posto dove “si parla l’inglese perfetto”, anche perché, sinceramente, il posto in cui si parla l’inglese perfetto non esiste. Di inglese esistono diverse varietà orali (American, British, Irish, Candian, Australian, ecc.) e un modello scritto piuttosto uniforme a livello globale.
Quindi, poco importa se si finisce con l’imparare l’inglese con una pronuncia leggermente più americana, inglese o scozzese, perché le varietà orali dell’inglese sono per ora mutualmente comprensibili. Eliminare il proprio accento è poi pressoché impossibile se non si è madrelingua e peraltro ha poco senso, perché un accento vagamente italiano, francese, tedesco o altro – se rimane nei limiti del comprensibile – può risultare anche gradevole all’ascoltatore.
L’importante, è usare, quando si impara l’inglese, un modello di riferimento unico per la pronuncia. Normalmente, sui dizionari troverete indicate tra parentesi oblique due possibili pronunce: quella britannica e quella americana, contrassegnate da UK e US oppure AM e BR. Di solito, vista la maggiore vicinanza geografica e culturale, in Italia si usa come riferimento il British English, ma in paesi più influenzati dagli Stati Uniti, come quelli dell’America Centrale o dell’Asia, si propende per l’American English.

E invece imparare l’inglese lavorando?

Riguardo all’imparare l’inglese lavorando, anche questa può essere una buona idea, che però vedo subordinata ad almeno una o due esperienze precedenti in paesi anglofoni come semplici studenti. Primo, perché lo shock di lavorare in un paese straniero è comunque più forte di quello vissuto da uno studente che si trova in una scuola in un ambiente “protetto” e comunque costruito attorno alle sue esigenze. Secondo, perché l’ambiente lavorativo non ha lo scopo di insegnare l’inglese, ma quello di produrre e fare profitti. Terzo, perché se non si possiede un buon livello di conoscenza della lingua in partenza è molto difficile trovare un lavoro che permetta poi di migliorare il proprio inglese. Con tutto il rispetto, si finisce a far lavori che chiunque può fare e spesso i colleghi sono altri stranieri che parlano un inglese approssimativo, rendendo quindi l’esperienza inefficace dal punto di vista dell’apprendimento dell’inglese. Meglio quindi agire step by step, pur essendo consapevoli che per imparare l’inglese all’interno delle scuole di lingue bisogna essere disposti a investire una certa somma… Ma su tutti questi argomenti torneremo ancora in seguito. That’s it for today… Bye!

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