Giu 022017
 

Qual è la differenza tra inglese e scozzese? Si tratta di due lingue diverse? Chi ha visitato o vuole visitare la – magnifica – Scozia si è probabilmente posto questa domanda. La risposta merita un’analisi approfondita che parte da una premessa di tipo geografico.

Scozia, Inghilterra, Gran Bretagna, Regno Unito, UK…

Per molti i dubbi sorgono già quando si parla di geografia. Spesso, infatti, viene fatta confusione relativamente alla differenza tra Inghilterra, Scozia, Gran Bretagna, Regno Unito, ecc.

Partiamo quindi con il delineare che cos’è la Scozia. Avente come capoluogo Edimburgo, la Scozia è una delle nazioni che costituiscono il Regno Unito – in inglese United Kingdom o UK – insieme al Galles, all’Irlanda del Nord e all’Inghilterra.

Pur godendo di una forte autonomia in diversi ambiti legislativi in seguito alla devolution, la Scozia fa parte del regno che ha come capo dello Stato la regina Elisabetta II.

Nonostante forti spinte interne verso la totale indipendenza, un referendum indetto nel 2014 ha sancito la volontà della maggioranza del popolo scozzese di rimanere nel Regno Unito.

Differenza tra Inglese e Scozzese... Se siete a Edimburgo non dite che siete in Inghillterra

Differenza tra Inglese e Scozzese… Se siete a Edimburgo non dite che siete in Inghillterra

Scots or English?

E qui arriviamo al nocciolo della questione sulla differenza tra inglese e scozzese. La varietà linguistica nota con il nome di Scots che si parla in Scozia è, appunto, da considerare come una varietà dell’inglese o si tratta di una lingua a sé?

Qualunque sia la risposta, lo Scots è di difficile comprensione per chi viene da fuori. Provate a guardare Trainspotting – film cult degli anni Novanta ambientato a Edimburgo – in lingua originale senza sottotitoli. Potete avere un livello B2 di inglese, o un C1 o un C2: capirete comunque ben poco.

Come l’inglese che studiamo a scuola, lo Scots è una varietà linguistica germanica, la quale, durante il Medioevo,  ha subito l’influenza dei dialetti scandinavi parlati dalle popolazioni che dalle coste norvegesi attaccarono le coste settentrionali britanniche per poi stabilirsi nella parte settentrionale dell’isola.

Analogamente all’inglese, lo Scots ha inoltre accolto diversi termini provenienti dal latino, dal greco e dal francese in seguito alla scristianizzazione della Gran Bretagna e alla francesizzazione dell’Inghilterra, invasa nel 1066 da Guglielmo di Normandia.

Differenze lessicali, fonetiche e grammaticali tra inglese e scozzese

Per quanto gli elementi comuni siano molti, tra scozzese e inglese ci sono comunque delle differenze. A un primo impatto, quelle che balzano all’occhio, o meglio all’orecchio, riguardano la pronuncia delle vocali. Per citare solo uno di innumerevoli possibili esempi, house viene pronunciata da uno Scots speaker come ‘hoos‘. Quello scozzese è poi un accento rhotic. Come abbiamo già visto, gli accenti rhotic sono quelli che pronunciano il fonema /r/ a fine parola o sillaba tra un suono vocalico e uno consonantico (come nelle parole art, cars, important).

Ci sono poi differenze lessicali e grammaticali. Esse sono visibili sbirciando per esempio il sito del parlamento scozzese: “Walcome tae the Scots Pairlament web pages,” si legge sulla versione in Scots. Quella in Standard English è: “Welcome to the Scottish Parliament web page”.

Attenzione. Non pensate che gli scozzesi non siano in grado di scrivere la frase appena citata in Standard English o che non sappiano comunicare in un inglese  comprensibile anche ai non scozzesi.

Per aiutarvi a capire meglio, facciamo un paragone con il nostro contesto. Molti italiani parlano il proprio dialetto locale e in alcuni casi sono anche in grado di scrivere nel dialetto locale, ma allo stesso tempo sanno anche esprimersi in un italiano perfettamente chiaro anche a chi non è originario della stessa regione.

Un discorso a parte deve essere fatto invece per il gaelico scozzese, che approfondiamo subito.

Il gaelico scozzese: un caso a sé

Nel parlare di differenza tra inglese e scozzese, è opportuno sgombrare il campo dalla confusione fatta tra Scots e il gaelico scozzese. E’ bene chiarire da subito, infatti, che non si tratta di due sinonimi. Tanto per capirci, lo Scots e il gaelico scozzese sono vicini quanto possono esserlo lo spagnolo e il polacco.

Nel caso dello Scots, infatti, stiamo parlando di una lingua germanica, come l’inglese, il tedesco, il danese, ecc. Il gaelico scozzese, invece, è una lingua celtica, ovvero fa parte del gruppo linguistico che comprende, tra gli altri, anche l’irlandese, il gallese e il bretone.

Le lingue celtiche conobbero la loro massima espansione attorno al III secolo a.C., periodo nel quale erano diffuse non solo sulle isole britanniche ma anche in gran parte dell’Europa continentale. L’avanzata dei Romani – e del latino – sul continente e dei dialetti germanici da cui deriva l’inglese moderno le hanno circoscritte a zone europee più periferiche come le Highlands scozzesi, il montagnoso e tendenzialmente piovoso Galles – che peraltro amo, chiusa parentesi – e la verde ma scarsamente popolata Irlanda.

Oggi sono circa 80,000 le persone in grado di parlare il gaelico scozzese – oltre all’inglese. I Gaelic speaker vivono perlopiù nella parte nord-occidentale della Scozia e sulle isole Ebridi (Hebrides). 

Per darvi un’idea di quanto sia distante il gaelico scozzese, in quanto lingua celtica, dall’inglese e dallo Scots, basti vedere la traduzione della semplice frase: This is Scotland (Questa è la Scozia). In gaelico diventa: ‘S e seo na h-Alba.

Che ne dite? Parlando di differenza tra inglese e scozzese, farete ancora confusione tra Scots – dialetto germanico e quindi molto vicino all’inglese – e gaelico? Credo proprio di no. Non sono peraltro sicuro di avervi granché incoraggiato a intraprendere lo studio delle lingue celtiche…

Grazie Robert Burns!

Come tutte le verità linguistiche di questo mondo, lo Scots è da proteggere e tutelare. Una lingua è un tesoro di cultura e saggezza umana e va salvato.

Che le lingue minoritarie siano a rischio d’estinzione non è certo una novità. Il caso, peraltro, riguarda lo stesso gaelico scozzese. Anche in passato, però, lo Scots ha rischiato di non sopravvivere. Nel diciassettesimo e diciottesimo secolo, il periodo in cui la Scozia ha perso la propria indipendenza da Londra, la lingua – o dialetto, diatriba perenne quando si tira in ballo lo Scots – locale venne considerata un dialetto barbaro.

A risollevarne le sorti in ambito letterario fu il grande poeta scozzese Robert Burns (1759-1796) che elevò lo Scots a vette forse mai raggiunte prima. Le poesie di Burns parlano d’amore, di vera democrazia e di persone comuni, che Burns conosceva bene in quanto nato in una famiglia di contadini.

Non è un caso che uno occasione della riapertura del parlamento scozzese, nel luglio 1999, sia stata cantata la celebre poesia di Burns A Man’s a Man for a’ That. Ve ne propongo i seguenti, meravigliosi, versi e la traduzione dallo Scots all’italiano.

A prince can mak a belted knight,
A marquise, duke, an’ a’ that.
But an honest man’s aboon his might,
Gude faith, he maunna fa’ that!

Un principe può cingere la spada a un cavaliere,
elevare un marchese o duca. Ma nel loro cuore
gli uomini onesti hanno potere e guida.

 

Foto di Di Saskia van de Nieuwenhof – originally posted to Flickr as View from Scott Monument, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5878452

 

 

 

 

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