Gen 152015
 

Le certificazioni linguistiche (e non) sono una cosa seria. Nei paesi anglosassoni, in molti casi una certificazione comprovante un determinato livello di competenze linguistiche fa la differenza tra  l’estensione del visto e il rimpatrio.

A testimonianza della validità di tale affermazione, portiamo due notizie ufficiali, twittate e pubblicate su siti governativi britannici.

Nel primo caso, notizia ormai di quasi un anno fa, lo Home Office (equivalente al nostro Ministero degli Interni) britannico comunicò di aver temporaneamente sospeso, a causa di una frode, l’ente certificatore ETS dalla lista degli enti le cui certificazioni erano riconosciute per le domande di visto. ETS con i suoi esami TOEFL e TOEIC è una potenza mondiale del settore: già questo dovrebbe far capire quanto seriamente vengono prese le certificazioni linguistiche dagli enti governativi oltre Manica.

Le Certificazioni Linguistiche

Le Certificazioni Linguistiche

La seconda notizia riguarda la condanna di un truffatore (conman in inglese) reo di aver venduto online delle qualifiche false.

La durezza di tali provvedimenti evidenzia non solo che non si può scherzare con l’emissione di documenti falsi, cosa di per sé ovvia, ma dimostra anche quanto, se tale tema è sentito in maniera così forte, una certificazione linguistica riconosciuta possa giocare un ruolo decisivo al fine di trovare un impiego gratificante ed economicamente soddisfacente e uno meno stimolante, oltre ad avere un forte impatto motivazionale, come già abbiamo visto in passato. See you soon!

PS ecco il link alla lista dei Secure English Language Tests conformi con i requisiti dell’Home Office britannico.

 

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