Canzoni Inglesi: Testo, Traduzione e Spiegazione di Imagine

 In Come Imparare l'inglese con le canzoni e i film

Imparare con le canzoni inglesi è più piacevole specialmente se il brano in questione è Imagine di John Lennon, universalmente riconosciuto come una delle canzoni inglesi (e non solo) più belle ed emozionanti di sempre.

Di seguito, vediamo testo e traduzione della prima parte di Imagine:

 

Imagine there’s no heaven

It’s easy if you try

No hell below us

Above us only sky

Imagine all the people living for today

 

Imagine there’s no countries

It isn’t hard to do

Nothing to kill or die for

And no religion too

Imagine all the people living life in peace

 

Immagina che non esista nessun paradiso

E’ facile se ci provi

Nessun inferno sotto di noi

Sopra di noi solo il cielo

Immagina che tutti vivano per il presente

 

Immagina se non ci fossero nazioni

Non è difficile farlo

Niente per cui uccidere o morire

E nessuna religione

Immagina che tutte le persone vivano in pace

(La versione originale su Spotify non è disponibile, probabilmente per questioni legate al copyright. La rivisitazione proposta qui sopra è un po’ più “dark” ma ha decisamente un suo fascino 😉 )

Approfondiamo ora il testo dal punto di vista linguistico, iniziando dalla prima strofa, in cui abbiamo le preposizioni below (“sotto”) e above (“sopra”). Entrambe sono preposizioni di luogo e vengono usate molto frequentemente, come per esempio per parlare della temperatura:

Temperatures above / below zero.

 

Imparare l'inglese con le canzoni: Imagine

Imparare l’inglese con le canzoni: Imagine

Passando alla seconda strofa, forse avrete notato un errore di grammatica o per meglio dire una licenza poetica. There is no countries presenta, infatti, un soggetto plurale (countries) e un verbo alla terza persona singolare (is) che secondo le buone vecchie regole apprese a scuola dovrebbe invece essere are, plurale.

Tuttavia, quando vi trovate davanti ai testi delle canzoni, dovete aspettarvi “errori” di questo tipo, in quanto l’inglese delle canzoni è molto più vicino al parlato che allo scritto, il quale deve invece rispettare uno standard e mantenere maggiore chiarezza.

Come si diceva in latino: “Verba volant sed scripta manent”. Ciò che è scritto rimane e – aggiungo – scrivere lascia più tempo per controllare la correttezza di una frase, mentre la lingua parlata è in “tempo reale”, ragione per la quale si verificano più sovente errori e ripetizioni.

Vediamo ora la parte finale della canzone:

 

You, you may say

I’m a dreamer, but I’m not the only one

I hope some day you’ll join us

And the world will be as one

 

Imagine no possessions

I wonder if you can

No need for greed or hunger

A brotherhood of man

Imagine all the people sharing all the world

 

You, you may say

I’m a dreamer, but I’m not the only one

I hope some day you’ll join us

And the world will be as one.

 

Potresti dire

Che sono un sognatore, ma non sono l’unico

Spero che un giorno ti unirai a noi

E il mondo sarà una cosa sola

 

Immagina che non ci siano proprietà

Mi chiedo se ci si riesca

Nessun bisogno di avidità o fame

Una fratellanza di uomini

Immagina che tutte le persone condividano il mondo intero

 

Potresti dire

Che sono un sognatore, ma non sono l’unico

Spero che un giorno ti unirai a noi

E il mondo sarà una cosa sola.

 

Anche qui ci sono un paio di cose interessanti da notare.

Nella prima strofa, che poi viene ripetuta alla fine, viene espressa una speranza tramite il verbo I hope, “spero”. Quando vogliamo parlare di un’aspettativa o speranza legata a un evento futuro, usiamo il verbo modale will (–ll alla forma contratta), per cui abbiamo:

I hope one day you’ll join us.

E anche:

I hope the world will be as one.

 

 Un’altra parola sulla quale vale la pena spendere qualche secondo è to wonder: in italiano corrisponde ai verbi riflessivi “chiedersi”, “domandarsi”, “meravigliarsi” mentre in inglese con to wonder non si usa il pronome riflessivo.

 I wonder if you can

Mi chiedo se sia possibile (letteralmente “se tu possa”).

 

Da to wonder, peraltro, deriva l’aggettivo wonderful, “meraviglioso”… Come il testo e la musica di Imagine.

Appuntamento alle prossime canzoni inglesi… Bye bye!

 

Si ringrazia Rachel Chapman per la foto

 

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