Lug 032017
 

Dov’è la vera Little Italy? In Arthur Avenue!

Il nome New York richiama subito alla mente i tanti migranti italiani che tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo si diressero verso la Grande Mela in cerca di fortuna. In quegli anni nacque il mito di Little Italy,  celebrato da diversi film-monumento della storia del cinema, uno su tutti.

A oltre un secolo di distanza, però, le cose sono cambiate. Se vi trovate a New York e se volete respirare l’aria della vera Little Italy, da Manhattan dovete prendere la metropolitana e dirigervi al Bronx, in cerca di Arthur Avenue, nella zona di Belmont.

Della storia di Arthur Avenue e del suo profondo legame con l’Italia abbiamo discusso con Alyssa Tucker, Assistant Director del Belmont Business Improvement District.

Arthur Avenue: la Vera Little Italy E' al Bronx

Arthur Avenue: la Vera Little Italy E’ al Bronx

La Storia di Arthur Avenue

Può raccontarci la storia di Arthur Avenue e di come sia diventata la Little Italy di oggi?

Pierre Lorillard, un ugonotto francese, giunse a New York nel 1760 per fondare la prima azienda di tabacco. Dopo la sua morte durante la Rivoluzione, la sua vedova e i suoi due figli traslocarono al Bronx per aprire uno stabilimento manifatturiero. Acquistarono un esteso pezzo di terra lungo il torrente Bronx e un’ampia proprietà chiamata Belle Mont.

Nel 1870 gli impianti manifatturieri furono spostati e Catherine Lorillard Wolfe ereditò l’esteso terreno. Mise all’asta la proprietà e come grande ammiratrice del Presidente Chester A. Arthur chiamò la strada principale Arthur Avenue in suo onore. Altre parti del terreno vennero riconvertite nello Zoo del Bronx e nel Giardino Botanico di New York.

Al volgere del secolo, durante un’ondata migratoria, molti immigrati italiani si diressero al Bronx e a Belmont per cercare lavoro allo Zoo o ai Giardini. Altri furono invece entusiasti di aiutare a costruire il quartiere che si stava sviluppando in fretta. All’inizio del XX secolo, Belmont si era affermata come una Little Italy e nel 1913 i media definivano Belmont le “colonie” italiane al Bronx. Le famiglie italiane iniziarono ad aprire piccole aziende, chioschi e carretti.

Nel 1941 il sindaco Fiorello LaGuardia inaugurò l’Arthur Avenue Retail Market per riunire tutti i venditori ambulanti insieme sotto allo stesso tetto. Dal suo inizio, Belmont ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo della zona e della città. Il quartiere ospita centinaia di migliaia di clienti e turisti ogni anno ed è una delle comunità più note e più attive della città. I visitatori vengono ad assaporare i gusti e le tradizioni di una comunità centenaria nella quale molti dei negozi sono ancora di proprietà dei discendenti dei fondatori originari.

Quali sono le differenze con la Little Italy a Manhattan? 

La Little Italy di Manhattan è diventata una destinazione turistica e sfortunatamente ha perso molta della sua autenticità. Negli ultimi anni si è inoltre notevolmente ridimensionata. La Little Italy del Bronx offre un’esperienza unica con la sua florida attività commerciale e la sua vibrante comunità.

Arthur Avenue non è soltanto la sede di ristoranti di livello mondiale ma anche di botteghe artigianali e di negozi che offrono specialità come fornai, mercati del pesce, mercati della carne, pasticcerie, negozi di formaggi e altro ancora! Camminando per il quartiere è davvero possibile assaporare la cultura italiana!

Come è stato possibile mantenere un’anima italiana dopo tutti questi anni?

Intere generazioni di famiglie italiane hanno dato a quest’area un’atmosfera speciale da paesino che è unica in un ambiente urbano. Molte delle aziende presenti hanno aperto 100 anni fa e anche prima e sono ancora di proprietà dei discendenti degli immigrati che si stabilirono qui, il che permette di mantenere vivi l’anima italiana e il senso di spontaneità dopo così tanto tempo.

Gli adulti che venivano qui a comprare hanno portato qui a comprare anche i loro figli e questa bella tradizione si perpetua ancora oggi. Ai clienti piace conoscere personalmente i proprietari e i commessi che li servono e allo stesso modo ai proprietari e ai commessi piace relazionarsi con i loro clienti. L’impressione di essere a casa e di far parte di una comunità è presente ovunque si volga lo sguardo.

Quali celebri italo-americani hanno un legame speciale con Arthur Avenue?

La vincitrice dell’Oscar Anne Bancroft è nata e cresciuta nel quartiere. Tutti poi conoscono Chazz Palminteri, autore e attore nel film “Bronx”. Anche lui è nato e cresciuto qui. Non dimentichiamoci lo scrittore Don Delillo e Dion MiMucci, il cui gruppo, Dion and the Belmonts, ha preso il nome da una via locale.

Altri esempi includono, tra gli altri, Larry Chance and the Earls, The Regents, e Joe Pesci. In realtà, Joe Pesci iniziò la sua carriera da attore dopo esser stato scoperto da Robert DeNiro in un ristorante della zona, nel quale Joe Pesci lavorava come cameriere.

Cosa direbbe a quei turisti che a causa di pregiudizi nei confronti del Bronx hanno paura a visitarlo? Nel mio caso, quando ho visitato Arthur Avenue, mi sono sentito al sicuro e avrei piacere a tornarci.

Il Bronx ha davvero una storia grandiosa e ricca e sta migliorando ancora. In generale questa zona si è sviluppata molto e sta continuando a espandersi. Ci sono attrazioni magnifiche come lo zoo del Bronx, il Giardino Botanico di New York, lo Yankee Stadium e non ci sarebbero centinaia di migliaia di visitatori ogni anno se la zona non fosse sicura. Venite a visitarci e scoprite voi stessi ciò che il Bronx e la nostra centenaria comunità italiana hanno da offrire!

Arthur Avenue: la vera Little Italy

Arthur Avenue: la vera Little Italy

 

Di seguito il testo dell’intervista su Arthur Avenue, la vera Little Italy di oggi, in lingua inglese:

 Can you tell us about the story of Arthur Avenue? How has it evolved into being known as today’s Little Italy? 

Pierre Lorillard, a French Huguenot, came to New York in 1760 and started the first tobacco company. After his death during the Revolutionary War, his widow and two of his sons moved to the Bronx to open a manufacturing plant. They purchased a large tract of land along the Bronx River and a vast estate they called “Belle Mont”. In 1870, the manufacturing facilities were moved and Catherine Lorillard Wolfe inherited the vast estate. She auctioned off the estate and as a grand admirer of President Chester A. Arthur, she named the main street of the community “Arthur Avenue” in his honor. Other portions of the estate were transformed into the Bronx Zoo and New York Botanical Garden. Around the turn of the century, during a wave of immigration, many Italian immigrants headed to the Bronx and Belmont to seek employment at the Zoo or Gardens, others were happy to help build the rapidly developing borough. By the beginning of the 20th century, Belmont was established as a “Little Italy” and by 1913, the media referred to Belmont as the Italian “colonies” in the Bronx. Italian families opened up small businesses, stands, and pushcarts. In 1941, Mayor LaGuardia opened the Arthur Avenue Retail Market in order to bring all of the street vendors together under one roof. Since its beginning, Belmont has been critical in the development of our borough and the city. The neighborhood serves as host to hundreds of thousands of shoppers and tourists every year, making it one of the busiest and best known communities in the city. Visitors come to sample the tastes and traditions of a century old community where many of the shops are still owned by descendants of their original founders.

 How does it compare to the Little Italy located in Manhattan?

Little Italy in Manhattan has become a tourist destination and unfortunately has lost of a lot of its authenticity. It has also shrunk tremendously in recent years. The Little Italy of the Bronx offers a unique experience through its vibrant community and thriving business district. Arthur Avenue is home to not only world-class restaurants, but also high-quality artisanal food shops and specialty stores like bakeries, fish markets, meat markets, pastry shops, cheese shops and more! You truly get a sense of Italian culture walking through the neighborhood.

How have you managed to keep an Italian soul after so many years?

Generations of Italian families have given the area a special small-town atmosphere unique for an urban setting. Many of the businesses opened nearly 100 years ago and even earlier, and they are still owned and operated by descendants of their immigrant ancestors which keeps the Italian soul and authenticity alive after so many years. Adults that shopped here a century ago brought their children to shop here and those children grew up and brought their children to shop here and that beautiful tradition still occurs today. Customers love knowing the owners and employees who are serving them just as much as the owners and employees love catching up with their customers. There are impressions of family and community everywhere you turn.

Can you mention some famous Italian-Americans who have a special bond to Arthur Avenue (they were born there, they grew up there, lived there, etc.)

Academy Award winning actress Anne Bancroft was born and raised in the neighborhood, and of course everyone knows “A Bronx Tale” writer and actor Chazz Palminteri was born and raised here as well. Let’s also not forget author Don DiLillo, and Dion MiMucci, whose group, Dion and the Belmonts, is named after a local street. Other notables include but are not limited to Larry Chance and the Earls, The Regents, and Joe Pesci actually began his acting career after being discovered by Robert DeNiro at a local restaurant, where Pesci worked at the maitre’d.

What can you say to those tourists who have got a lot of prejudices about The Bronx and are afraid to visit it? For example, when I myself visited Arthur Avenue I felt very safe and would definitely want to go back there.

The Bronx truly has a great strong, rich history and it is only getting better. Overall the borough has been seeing a lot of development and it continues to boom. The borough is home to magnificent attractions like The Bronx Zoo, New York Botanical Garden, and Yankee Stadium and they wouldn’t have hundreds of thousands of visitors annually if the neighborhoods weren’t safe. Why not come and visit us and experience what the borough and our century old Italian community have to offer!

Photo by @nikkonikkonikko

 

  4 Responses to “Arthur Avenue: La Vera Little Italy Si Trova al Bronx”

  1. Thank you for that interesting information. I was born in Brooklyn, in 1946 and the day my mom left the hospital, we lived on Washington Ave and 182 Street, just a few block away. My mom had shopped Arthur Ave like you would shop in the A&P. I would go with her all the time and I remember all the shops and smells of the bakery’s & butchers I remember getting fresh chicken’s from a poultry store where she would pick out a live chicken and have it prepared and cleaned. As a kid, I was so impressed with the whole process, I can remember it so clear today.
    After we had moved to Long Island in the mid 50’s, I had always stopped by the old block and of course Arthur Ave. Things have change just a little but the great smells are still there that brought me back to when I shopped with my mom. Sadly the poultry store is gone but not the memories.

  2. My parents and I immigrated from Budapest, Hungary in 58 to the Bronx by Willis Ave then to Arthur Ave.
    I have fond memories of all the vendors having my first slice of pizza and macaroni.
    I stayed in the Bronx and moved to Pelham Pkwy.. Lydig Avenue. Brought all my friends to Arthur Ave to eat at Dominic’s . Will always have fond memories.
    Thank you for the article was a great piece of nostalgia 👏

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